HomeCronacaAggressione al Parco Rossani di Bari: il Sindaco incontra Giuditta

Aggressione al Parco Rossani di Bari: il Sindaco incontra Giuditta

Un pomeriggio, quello di venerdì scorso, che doveva essere di passaggio nel capoluogo pugliese si è trasformato in un vero e proprio incubo per Giuditta, una ragazza di 26 anni vittima di una gravissima e feroce aggressione avvenuta attorno alle 19:25 all’interno del Parco Rossani a Bari.

La giovane, giunta in città per impegni di lavoro poi sfumati, ha lasciato l’auto al Park & Ride e ha deciso di attraversare a piedi l’area verde che sorge nel cuore della città. Lì si è consumata l’aggressione: secondo le prime ricostruzioni e la denuncia presentata dalla stessa 26enne ai Carabinieri di Toritto, la ragazza sarebbe stata accerchiata e violentemente colpita da un gruppo composto da almeno quattro persone.

Soccorsa e trasportata in ospedale, a Giuditta sono stati diagnosticati 40 giorni di prognosi per le ferite riportate, tra cui la frattura del setto nasale e evidenti traumi al volto.

L’Incontro tra il Sindaco Vito Leccese e la Vittima

A ventiquattr’ore dal drammatico evento, il sindaco di Bari Vito Leccese, accompagnato dall’assessora Carla Palone, si è recato personalmente a casa di Giuditta per farle visita e portarle la vicinanza dell’intera somministrazione comunitaria.

Un colloquio inizialmente pensato in forma privata ma che il primo cittadino ha poi deciso di rendere pubblico, spinto dalla necessità di lanciare un messaggio forte alla città e dalle parole straordinarie pronunciate dalla stessa ragazza.

“Sono rimasto profondamente colpito: il suo volto era completamente tumefatto, segnato da una violenza inaudita e inaccettabile, che nessuna comunità civile può tollerare” — ha dichiarato il sindaco Leccese. — “Da sindaco rappresenta un richiamo fortissimo alla responsabilità civica; da padre mi ha colpito ancora di più, perché Giuditta ha la stessa età di mio figlio più piccolo.”

Le indagini e le immagini di videosorveglianza

L’intera dinamica dell’aggressione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. La Polizia Locale di Bari ha già provveduto ad acquisire e trasmettere alla Magistratura i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di Parco Rossani per identificare con certezza i responsabili.

Il sindaco Leccese ha inoltre contattato personalmente il Procuratore della Repubblica per esprimere la massima preoccupazione della città. Il Comune di Bari ha formalmente annunciato che si costituirà parte civile in ogni fase del procedimento penale.

Sicurezza, controlli e l’indifferenza dei passanti

Oltre alla risposta repressiva, il caso ha sollevato interrogativi amari sul livello di sicurezza nei luoghi d’aggregazione e sulla reazione dei presenti. L’intervento della Polizia Locale, avvenuto in appena cinque minuti dalla chiamata, non è bastato a evitare la consumazione del reato.

“So che qualcuno mi parlerà di presidi di polizia e controlli. La presenza delle forze dell’ordine è indispensabile, ma in un’area di otto ettari da sola non basta” — ha evidenziato Leccese. — “Ho chiesto al Questore di rafforzare la prevenzione al Parco Rossani – dove negli ultimi giorni sono stati effettuati arresti per spaccio –, al Parco Maugeri e sul waterfront di San Girolamo. Ma la vera risposta non è soltanto numerica.”

A fare male, infatti, è stato anche il vuoto di solidarietà che si è creato attorno alla vittima negli attimi immediatamente successivi al pestaggio.

“Se una persona viene aggredita brutalmente in un parco pubblico ed è costretta a chiamare da sola i soccorsi, senza che nessuno intervenga in suo aiuto, allora significa che dobbiamo ricostruire qualcosa di ancora più profondo: il senso di comunità.”

La risposta di Giuditta: trasformare il trauma in un progetto riconciliativo

Nonostante i traumi fisici e psicologici, è stata proprio Giuditta – studentessa di Filosofia – ad affidare al Sindaco il messaggio di speranza più grande: la volontà di non rassegnarsi alla paura e di trasformare la brutale aggressione in un’occasione di rinascita per il Parco Rossani, affinché diventi un luogo vissuto, inclusivo e, come lei stessa lo ha definito, davvero “comunitabile”.

L’amministrazione comunale ha accolto con fermezza la richiesta della ragazza, impegnandosi ad avviare un percorso collettivo che rimetta al centro l’educazione, la cultura e le relazioni umane per restituire gli spazi pubblici alla fruizione serena della cittadinanza.

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