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Si consuma una giornata ad altissima tensione politica all’interno dell’Aula consiliare del Comune di Barletta. Quella che doveva essere una seduta chiave per l’approvazione dei principali documenti economico-finanziari del Comune si è trasformata in un vero e proprio cortocircuito per la maggioranza di centrodestra, culminato nell’abbandono dell’ordine del giorno e nel ritiro del bilancio da parte del sindaco.
A mettere a nudo il momento di grave stallo politico è il consigliere comunale della lista civica ‘CON’, Massimo Mazzarisi, che a margine dei lavori consiliari ha firmato una nota durissima contro la giunta e le forze politiche che sostengono l’amministrazione cittadina.
La cronaca della seduta: numeri insufficienti e ritiri a catena
I segnali di cedimento si sono palesati fin dalle prime battute della seduta. Terminata la fase riservata alle domande di attualità, l’Aula è stata chiamata ad affrontare il primo fondamentale punto all’ordine del giorno: la salvaguardia degli equilibri di bilancio e l’assestamento generale del bilancio di previsione 2026-2028. Preso atto dell’assenza dei numeri di sicurezza, il provvedimento è stato prontamente ritirato.
La situazione è precipitata subito dopo, al momento del voto sul Piano economico-finanziario e sulle tariffe TARI 2026 (comprensive delle relative agevolazioni). In questa circostanza, la maggioranza di centrodestra si è fermata a quota 14 voti favorevoli, una soglia insufficiente per garantire la validità e l’approvazione dell’atto. Di fronte all’impossibilità di proseguire, il primo cittadino si è visto costretto a ritirare tutti i restanti punti all’ordine del giorno, decretando la chiusura anticipata dei lavori d’Aula.
L’affondo di Massimo Mazzarisi (CON): “Un evidente problema politico”
Per il consigliere Massimo Mazzarisi, quanto accaduto nell’assise cittadina rappresenta la fotografia inequivocabile di una maggioranza giunta ormai al capolinea amministrativo e politico.
“Quella andata in scena oggi in Consiglio comunale è la fotografia di una maggioranza che non è più in grado di garantire nemmeno l’approvazione dei provvedimenti fondamentali per l’amministrazione della città. Il centrodestra se ne faccia una ragione: non ha i numeri per governare.”
Mazzarisi punta il dito contro l’incapacità dell’esecutivo locale di mantenere la tenuta numerica sui provvedimenti cardine della programmazione economica dell’ente, sottolineando come la crisi non sia più un’ipotesi o una speculazione dell’opposizione, ma un dato di fatto concretizzato nei voti mancanti in Aula.
Opere pubbliche e servizi a rischio: lo stop ai fondi per il Velodromo ‘L. Simeone’
Le conseguenze del blocco consiliare vanno ben oltre lo scontro politico di palazzo e impattano direttamente sui servizi e sugli investimenti dedicati alla città.
Tra i provvedimenti rimasti congelati a causa del ritiro forzato dei punti figurano infatti importanti variazioni di bilancio. Tra le più rilevanti spiccano le risorse ministeriali destinate ai lavori di ristrutturazione e riqualificazione dello storico velodromo ‘L. Simeone’, un intervento di strategica importanza per l’impiantistica sportiva cittadina e per i giovani del territorio.
Crisi di centrodestra: scenari e prospettive per Barletta
La débâcle in Consiglio comunale apre uno scenario di profonda incertezza amministrativa. Quando un’amministrazione si dimostra incapace di licenziare gli atti di salvaguardia finanziaria e la manovra sulla TARI, l’equilibrio dei conti e la capacità gestorio-operativa del Comune rischiano di subire bruschi rallentamenti.
“Quando una maggioranza non riesce ad approvare gli atti più importanti della programmazione economica e finanziaria dell’ente significa che esiste un evidente problema politico che non può più essere nascosto”, conclude Mazzarisi, rilanciando un monito chiaro ai vertici del centrodestra cittadino: “Siamo davvero agli sgoccioli”. Nelle prossime ore si attendono le verifiche politiche interne per capire se vi siano ancora i margini per ricucire lo strappo o se la città stia inesorabilmente scivolando verso la fine anticipata della consiliatura.











