“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Recita, così, il primo comma dell’articolo 32 della Costituzione italiana. Certamente si tratta di uno dei capisaldi su cui si fondano la società e l’ordinamento giuridico italico. Ma è davvero così? All’enunciazione di tale principio universale corrisponde la realtà dei fatti? Leggendo le cronache quotidiane, da Nord a Sud della penisola, qualche dubbio sorge spontaneo. Perché, con sempre maggiore diffusione, la possibilità di curarsi appare sempre più dipendente dalla dimensione del singolo portafoglio.
Nel libro “L’industria della salute”, pubblicato da PaperFirst, si intrecciano la dimensione locale e quella globale, proponendo ai lettori le conseguenze dello smantellamento del SSN e della penetrazione del privato nella sanità pubblica. Ma si delineano anche forme di attivismo possibili e le strategie necessarie per riconquistare il diritto alla salute.
A firmare il volume è Vittorio Agnoletto, medico che insegna all’Università degli Studi di Milano e che conduce 37e2, la trasmissione sulla salute di Radio Popolare. Agnoletto è anche membro di Medicina Democratica e dell’associazione Costituzione Beni Comuni dove pubblica la newsletter Diritti in Salute. È stato tra i fondatori e presidente della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila). Nel 2001 è stato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre ed in seguito del Genoa Social Forum in occasione del G8 a Genova. Nel 2004 è stato eletto al Parlamento Europeo nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea.
L’autore, nelle pagine del libro, propone numerosi casi di lunghe liste d’attesa e di cittadini che rinunciano a curarsi. Partendo dai fatti di cronaca, Agnoletto non concede sconti e senza mezzi termini si mette alla ricerca delle cause e delle responsabilità di tale scenario.
Partendo dal presupposto che oggi la sanità, dalla cura all’assistenza e ai farmaci, costituisce uno dei principali mercati mondiali, che coinvolge grandi realtà industriali e fondi finanziari, il libro affronta tematiche di stretta attualità. Come ad esempio quelle legate al ristretto gruppo di aziende farmaceutiche, le cosiddette “Big Pharma”, che ha il monopolio, in Occidente, nella produzione dei farmaci. Oppure i profili legati agli accordi TRIPs sui brevetti che impediscono a milioni di persone di accedere alle cure. Mentre la prevenzione passa spesso in secondo piano rispetto alle cure.
In Italia, in particolare, il peso della sanità privata è in continua crescita. Ma, come ricorda Agnoletto, il pubblico e il privato in sanità hanno obiettivi opposti: il primo cresce sulla salute, il secondo sulla malattia.
Prefazione firmata da Silvio Garattini.












