HomeCulturaStefano Massini e Mario Perrotta al Crita Festival: gli spettacoli di agosto

Stefano Massini e Mario Perrotta al Crita Festival: gli spettacoli di agosto

Dopo la pausa estiva, riprende giovedì 20 agosto la programmazione di “Crita. Festival delle arti”, che mette in connessione l’arte con il territorio e le comunità, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone e che quest’anno, da luglio a ottobre, tocca i comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Cutrofiano, Maglie e Galatone.

Quattro gli appuntamenti in programma ad agosto, tra Collepasso e Cutrofiano, con spettacoli che attraversano la narrazione, la letteratura, la comicità e la memoria civile.

Si riparte giovedì 20 agosto, alle 21, al Palazzo Baronale di Collepasso, con lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini e il suo spettacolo “L’alfabeto delle emozioni”, un viaggio nel labirinto del sentire umano, tra storie, esempi e racconti attraverso un immaginario alfabeto in cui ogni lettera corrisponde a un’emozione: dalla paura alla felicità, dalla malinconia agli stati d’animo che accompagnano la nostra vita. Massini porta in scena la forza e la fragilità dell’essere umano con la cifra del narratore capace di intrecciare profondità e ironia.

Sinossi: Noi siamo quello che proviamo. E raccontarci agli altri significa raccontare le nostre emozioni. Ma come farlo, in un momento che sembra confondere tutto con tutto, perdendo i confini fra gli stati d’animo? Ci viene detto che siamo analfabeti emotivi, e proprio da qui parte Stefano Massini – lo scrittore così amato per i suoi racconti in tv del giovedì sera a “Piazzapulita” – per un viaggio profondissimo e ironico al tempo stesso nel labirinto del nostro sentire e sentirci. In un immaginario alfabeto in cui ogni lettera è un’emozione (P come Paura, F come Felicità, M come Malinconia…), Massini trascina il pubblico in un susseguirsi di storie e di esempi irresistibili, con l’obiettivo unico di chiamare per nome ciò che ci muove da dentro. Scorrono visi, ritratti, nomi, situazioni. Ad andare in scena è la forza e la fragilità dell’essere umano, dipinta con l’estro e il divertimento di un appassionato narratore, definito da Repubblica “il più popolare raccontastorie del momento”.

 C’è tempo sino a mercoledì 19 agosto per partecipare alla masterclass di scrittura teatrale “La responsabilità delle parole” con il pluripremiato attore e drammaturgo Mario Perrotta, che si svolge nella Biblioteca Comunale di Bagnolo del Salento (LE) nei giorni 25, 28 e 29 agosto, dalle 19 alle ore 21. La partecipazione è gratuita su selezione: occorre inviare il curriculum vitae e la lettera motivazionale (all’indirizzo mail cooperativa@29nove.com entro il 19 agosto indicando nell’oggetto: Candidatura “La responsabilità delle parole”. Per informazioni: 353/4294041).

 Nel tempo che stiamo attraversando – un tempo segnato da urgenze, contraddizioni e scelte che non possono essere rimandate – la scrittura teatrale può diventare un gesto di responsabilità. Un modo per osservare il presente senza sottrarsi alla sua complessità, per attraversarne le domande e trasformarle in racconto. Scrivere per il teatro significa anche provare ad abitare ciò che accade mentre accade: dare forma alle tensioni del contemporaneo, ascoltarne le molteplici voci e cercare, attraverso la parola, nuove possibilità di comprensione e di relazione. Il lavoro prenderà avvio dalle storie che ci fanno stare scomodi sulla sedia, da quelle che generano domande, inquietudine e confronto. Storie che ci chiedono di guardare ciò che spesso scegliamo di ignorare e di interrogarci sul nostro modo di stare nel mondo. Perché la responsabilità sociale, civile e umana non è un’idea astratta: è una materia concreta, viva, che può attraversare la scrittura e farsi voce, corpo e scena. La masterclass non intende proporsi come un percorso completo di drammaturgia o di scrittura, ma come un’occasione di incontro e confronto attorno alla scrittura teatrale: uno spazio condiviso in cui riflettere sulle parole, sulle storie e sulle responsabilità che esse possono generare.

Lunedì 24 agosto, alle 21, in Piazza Municipio a CutrofianoMario Perrotta va in scena con il suo “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà”. Cuore dello spettacolo il Nano del romanzo autobiografico di Italo Calvino “La giornata d’uno scrutatore”, un personaggio cui Calvino dedica una sola pagina e di cui Perrotta immagina l’intera esistenza. Attraverso la sua storia, lo spettacolo riflette sul concetto di libertà, intrecciando le opere di Calvino con versi, musica e canzoni-teatro.

Sinossi: In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore. È la sua anima che fa spettacolo. Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire. Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com’è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un’ora d’aria, un’ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del “signor Calvino Italo”, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l’altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, “scalvinando” quelle opere a suo uso e consumo. Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d’amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare.

La libertà, Calvino e io

“Il personaggio in scena è un abitante del Cottolengo, il Nano del romanzo autobiografico La giornata d’uno scrutatore, personaggio cui Calvino dedica una sola pagina se pur memorabile. Ho scelto lui e ne ho immaginato tutta l’esistenza – esistenza che Calvino non ci racconta – proprio perché il mio intento era ragionare intorno al concetto di libertà e il Nano del romanzo ne è totalmente privo. E torno così alle ragioni prime del mio progetto: non certo uno spettacolo su Calvino, ma uno spettacolo sulla libertà, sull’autodeterminazione, tema che occupa da molto tempo i miei pensieri sull’uomo in quanto animale sociale e sulle storture che mi fastidiano nel nostro convivere quotidiano. Per mia fortuna lo stesso tema ha assediato i pensieri di Italo Calvino lungo tutta la sua parabola letteraria, attraversando ugualmente i romanzi realistici, così come quelli fantastici e l’epoca combinatoria. Questo mi ha consentito di coniugare il mio “ragionare di libertà” con la possibilità di affrontare un autore che ho molto amato ma che mai avevo osato accostare al mio teatro. Ho sempre pensato, difatti, che Calvino fosse impossibile da rappresentare, almeno così com’è. È stato questo confluire delle mie riflessioni e di quelle di Calvino intorno a quella parola fragile che è “libertà” che mi hanno convinto a provarci. E, soprattutto, è stato la scoperta di quel romanzo considerato minore e quel personaggio così impossibilitato a scegliere per sé stesso a darmi una plausibile via da percorrere con la mia scrittura. Parto, quindi, dalla sua condizione antitetica di disabile totale per parlare della condizione di noi “abili” che la libertà la sprechiamo ogni giorno. E affondo le mani liberamente negli altri scritti di Calvino “scalvinandoli”, scompigliandoli e ricomponendoli, così come serve al Nano per procedere nella sua serata di spettacolo. Ne è venuto fuori uno spettacolo profondamente mio che – al contempo – mi sembra rispettare nella sua sostanza profonda la lezione calviniana sulla libertà. Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare la mia visione delle cose del mondo.” Mario Perrotta.

A chiudere gli appuntamenti di agosto lunedì 31 agosto, alle 21, in Piazza Municipio a Cutrofiano“Un altro giorno ancora. Sui passi di Renata Fonte”, di e con Angela De Gaetano, produzione Factory compagnia transadriatica. Lo spettacolo restituisce il ritratto umano di Renata Fonte, giovane donna, madre, sposa e amministratrice impegnata nelle battaglie civili e sociali del Salento. La sua vicenda si intreccia con la storia di una donna che ha fatto della ricerca della verità, del bene e della giustizia il centro del proprio impegno e che venne assassinata il 31 marzo 1984, a 33 anni, mentre rientrava a casa dopo un Consiglio comunale.

Sinossi: Una donna forte, esemplare, sta tornando a casa dopo aver svolto il suo dovere in Consiglio comunale, a cui si era presentata con la febbre pur di non venire meno all’impegno con la sua coscienza, con le persone che era chiamata a rappresentare, con la sua terra. Manca poco alla mezzanotte. Mancano pochi passi al portone di casa sua. Nel silenzio quieto di una sera di primavera, tre colpi di pistola feriscono l’aria e la vita. Feriscono a morte una giovane donna, carismatica, colta e appassionata, sempre alla ricerca della verità, del bene e della giustizia. Quella di Renata Fonte è stata un’esistenza piena, pervasa dal desiderio di incontrare il mondo ed esprimere sé stessa e i suoi valori, in ogni attività, non solo politica. Nello spettacolo prende vita il ritratto umano di questa donna straordinaria, i cui passi non smetteranno mai di risuonare.

Renata Fonte nasce a Nardò il 10 marzo del 1951. Entra in politica nel 1982, prima donna a ricoprire il ruolo di consigliere e assessore del Partito repubblicano a Nardò. Ancor prima di essere eletta, Renata era attiva su molti fronti, in prima linea nelle battaglie civili e sociali dei primi anni Ottanta; tra queste è tra i fondatori del Comitato per la Tutela di Portoselvaggio, bene paesaggistico e storico-archeologico del Salento per cui lotta con dedizione e coraggio, contro il pericolo della cementificazione dell’area. La notte del 31 marzo 1984, viene assassinata a colpi di pistola, mentre rientrava a casa dopo un Consiglio comunale: aveva compiuto da poco 33 anni, giovane donna, madre, sposa, esempio per tutti. Nel 2002 Renata Fonte viene riconosciuta vittima di criminalità mafiosa.

CRITA. FESTIVAL DELLE ARTI è la programmazione estiva del progetto annuale CRITA! finanziato a valere sui fondi POC Puglia 2021-2027 e realizzato in partenariato i Comuni di Collepasso, Bagnolo del Salento, Cutrofiano, Galatone, Maglie, Zeronovenove con il patrocinio di Legacoop Puglia.

“Acqua che scorre” è il tema dell’edizione 2026 CRITA! L’acqua è scelta come immagine guida: elemento fragile e potente, capace di attraversare i luoghi, modificare i paesaggi, unire comunità, scavare memoria e generare futuro. Dopo le precedenti edizioni dedicate al rapporto tra arte, territorio, comunità e partecipazione, il festival continua il proprio percorso nei paesi del Salento, con particolare attenzione ai comuni del bacino dell’Asso e ai luoghi in cui la cultura può diventare occasione di incontro, rigenerazione e racconto collettivo. “Acqua che scorre” è un invito a non restare fermi. A riconoscere che i territori, come le persone, vivono solo se attraversati: da storie, relazioni, visioni, desideri. L’acqua diventa così metafora di una cultura che non si chiude nei contenitori tradizionali ed è un elemento fondamentale che richiama anche il titolo della rassegna: la creta. Senza acqua l’argilla resta polvere, con l’acqua diventa forma. Allo stesso modo, senza relazione la cultura rischia di restare evento isolato.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero con offerta e prenotazione.

Info: 353/4294041; 339/5745559

Nella foto Agosto Perrotta ph. Luigi Burroni

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