HomePoliticaDai ComuniSanità nel Salento, chiude per ferie Ostetricia a Gallipoli

Sanità nel Salento, chiude per ferie Ostetricia a Gallipoli

Una decisione temporanea che rischia di trasformarsi in un’emergenza strutturale. Nel cuore dell’estate salentina, con il territorio saturato da centinaia di migliaia di turisti e visitatori, l’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli deve fare i conti con la sospensione dell’attività del reparto di Ostetricia e Ginecologia.

Il provvedimento, disposto dalla direzione generale della Asl di Lecce a causa di una grave e persistente carenza di personale medico, ha fatto scattare lo stop a tutti i ricoveri – sia programmati che in urgenza. La riapertura del reparto è stata fissata per la mattina del 19 agosto, ma nel frattempo il disservizio sta scatenando un violento scontro politico e istituzionale.

Pazienti dirottate al “Vito Fazzi” e protocolli 118 modificati

Con la chiusura temporanea del punto nascita e della degenza ginecologica a Gallipoli, il carico assistenziale si sposta inevitabilmente sull’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Secondo le disposizioni inviate ai presidi sanitari, le donne che dovessero presentarsi autonomamente al Pronto Soccorso del nosocomio gallipolino verranno prima valutate e stabilizzate per poi essere trasferite d’urgenza verso il capoluogo leccese.

Contemporaneamente, sono stati riprogrammati i protocolli della rete 118: per tutta la durata del provvedimento, il “Sacro Cuore” non figurerà tra le destinazioni idonee per le emergenze ostetrico-ginecologiche e per i percorsi nascita.

Forza Italia attacca: «Zero programmazione nel pieno picco turistico»

A sollevare con forza il caso a livello regionale è Paride Mazzotta, presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia in Regione Puglia, che esprime una dura condanna verso la gestione della sanità leccese.

«La chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Gallipoli è un fatto grave che denota tutta l’incapacità nella gestione della sanità», attacca il capogruppo azzurro. «Arrivare ad agosto per “rendersi conto” di avere un problema di carenza di personale significa non programmare affatto. Tra l’altro, siamo nel pieno dell’estate, con un picco di presenze che richiederebbe il massimo potenziamento di tutti i servizi per far fronte all’aumento degli accessi».

Mazzotta accende i riflettori anche sulla tenuta dell’intera rete ospedaliera salentina, mettendo in dubbio la capacità del presidio di Lecce di far fronte all’aumento inatteso del bacino d’utenza:

«Nel frattempo, tutte le esigenze verranno dirottate sul “Vito Fazzi” di Lecce e la domanda è: riuscirà il nosocomio a reggere un ulteriore peso? Siamo senza parole e di questo disservizio chiediamo conto alla Asl: vogliamo sapere le ragioni di quanto accaduto e se si poteva per tempo scongiurare la chiusura».

La protesta dei sindaci e il nodo dell’organizzazione sanitaria

La presa di posizione del centrodestra si unisce al malumore espresso dal sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano, che ha subito bollato il provvedimento della Asl come «illogico e inopportuno», definendolo un tampone temporaneo che non risolve i problemi strutturali dell’organico e che penalizza una struttura di I Livello dotata di reparto di Rianimazione.

Sullo sfondo restano le denunce dei sindacati di categoria (come la Fp Cisl), che da tempo segnalano la difficoltà nel reclutare personale medico specializzato e la mancata partecipazione ai bandi di concorso per i presidi periferici della provincia. Una crisi di attrattività che, nel pieno dell’estate salentina, rischia di scaricare sui cittadini e sui turisti il prezzo più alto dei tagli e della disorganizzazione sanitaria.

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Redazione
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