HomePoliticaDai ComuniFerragosto a Foggia: FdI denuncia costi fuori controllo e anomalie sugli affidamenti

Ferragosto a Foggia: FdI denuncia costi fuori controllo e anomalie sugli affidamenti

La gestione e l’organizzazione del Ferragosto 2026 a Foggia finiscono al centro di uno scontro politico e amministrativo dai toni accesi. Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Foggia ha sollevato pesanti interrogativi sulla legittimità e sulla trasparenza delle procedure adottate dal Comune per la realizzazione degli eventi in programma a Piazza Cavour, ipotizzando irregolarità contabili, anomalie procedurali e un ingiustificato aumento della spesa pubblica.

Dall’analisi dettagliata di sette determinazioni dirigenziali (dalla n. 300 alla n. 315), emerge una spesa totale per le casse comunali che sfiora i 160 mila euro (precisamente 159.624,15 euro). Una cifra che ha subito scatenato la polemica delle opposizioni, pronte a chiedere conto della correttezza amministrativa degli atti alla sindaca Maria Aida Episcopo e alla tecnostruttura di Palazzo di Città.

L’accusa di “spacchettamento”: elusa la soglia per le gare pubbliche?

Il punto centrale dell’attacco condotto dal partito di centrodestra riguarda il frazionamento della spesa complessiva. La somma totale di circa 160 mila euro risulta infatti ripartita in sette distinti affidamenti diretti:

  • 60.500 euro per il cachet artistico del concerto di RAF, affidato alla GR Show s.r.l.;

  • 44.896 euro per la produzione esecutiva, riconosciuti alla IS Solution S.R.L.;

  • 2.537,60 euro per l’incarico professionale sulla sicurezza, conferito all’ing. Schirone;

  • Quota residua suddivisa tra fuochi pirotecnici, assistenza sanitaria, servizio stewarding e protezione civile.

Secondo Fratelli d’Italia, l’importo totale supera di circa 20 mila euro la soglia di 140 mila euro, limite fissato dal Codice degli Appalti oltre il quale scatta l’obbligo di ricorrere a una gara ad evidenza pubblica. Il sospetto sollevato è che l’Amministrazione abbia ricorso a uno “spacchettamento” artificioso dell’evento in più determine separate e ravvicinate nel tempo al solo scopo di bypassare l’obbligo del bando di gara.

Tutte le anomalie riscontrate nelle determine del Comune di Foggia

Oltre al nodo dei costi e della soglia d’appalto, l’opposizione mette in luce una serie di incongruenze formali e temporali presenti nei documenti ufficiali dell’Ente:

  1. Doppia Partita IVA: Nella determina relativa al cachet di RAF compaiono due distinte Partite IVA riferite al medesimo operatore economico (GR Show s.r.l.), un errore materiale che genera incertezza sull’identificazione del beneficiario finale di oltre 60 mila euro di fondi pubblici.

  2. Incongruenze contrattuali: Nella determina per la produzione esecutiva si riscontra la presenza di un “DJ set e vocalist” all’interno di un contratto classificato come fornitura tecnica.

  3. Pasticci sulle tempistiche: L’incarico professionale per la sicurezza dell’evento in Piazza Cavour risulta approvato con ben otto giorni di anticipo rispetto alla formalizzazione del contratto con l’artista principale e con la ditta di produzione esecutiva.

Tradizioni e sostenibilità: le critiche dei cittadini foggiani

Le contestazioni non si fermano al piano contabile e procedurale, ma investono anche la qualità dell’offerta festiva e il rispetto degli impegni ambientali precedentemente assunti dall’Amministrazione Episcopo.

  • Assenza delle luminarie: Per la prima volta nella storia recente della città, le classiche luminarie festive pare che non verranno installate, privando Foggia di un simbolo tradizionale del Ferragosto.

  • Lo stop mancato ai fuochi d’artificio tradizionali: Viene evidenziata la conferma dello spettacolo pirotecnico standard. Un’impostazione che contrasta con la promessa fatta nell’agosto 2024, quando la Giunta aveva accolto le istanze di associazioni ambientaliste, cittadini e della Commissione Cultura per la transizione verso spettacoli più sostenibili, ecologici e rispettosi della fauna urbana.

FdI lancia la provocazione: «Restituire la festa alla Curia Vescovile»

Di fronte a quello che definisce un quadro di “palese incapacità tecnico-organizzativa e costi fuori controllo”, il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia lancia una proposta provocatoria: valutare il ritorno dell’organizzazione della festa patronale alla Curia Vescovile, come avveniva in passato.

L’opposizione parla di una “lenta agonia” di una delle ricorrenze identitarie più sentite dalla comunità foggiana, imputando alla giunta guidata dalla sindaca Episcopo la responsabilità di aver anteposto logiche di parte alla corretta gestione amministrativa e alla valorizzazione della storia e delle tradizioni della città.

Si attendono ora le repliche e le precisazioni ufficiali da parte di Palazzo di Città e dei dirigenti coinvolti nelle procedure di affidamento.

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Redazione
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