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La Giunta regionale nella giornata di ieri ha compiuto un passo importante nel percorso di riforma della sanità territoriale approvando la delibera che dà il via alla Fase 2 del Piano sperimentale di abbattimento delle liste d’attesa.
L’atto recepisce l’Intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni sul Piano Nazionale 2026-2028 e fissa le regole operative valide fino al 31 dicembre 2026, con un finanziamento straordinario di 20 milioni di euro destinato alle prestazioni aggiuntive.
I risultati della Fase 1: superati gli obiettivi con il “recall attivo”
I dati emersi dal monitoraggio della Fase 1 (conclusa a giugno 2026) confermano l’impatto positivo delle misure adottate. Il sistema di recall attivo degli assistiti ha registrato numeri ben superiori ai target previsti:
231.435 persone richiamate;
157.176 prestazioni recuperate (a fronte di un obiettivo iniziale di 124.320).
Oltre a erogare visite e ricoveri, il recall ha funzionato come strumento di manutenzione delle liste, consentendo la cancellazione delle prenotazioni duplicate, non più clinicamente necessarie o già eseguite in altre strutture.
Le regole del Piano Nazionale 2026-2028: dai tempi di attesa alle ricette “a scadenza”
Il nuovo provvedimento introduce importanti novità sia nella fase di prescrizione medica, sia nella gestione delle agende d’attesa.
1. Prescrizione e scadenze dei codici di priorità
Viene introdotta la rigida distinzione tra primo accesso (soggetto ai tempi di garanzia) e accessi successivi/controlli, che saranno presi in carico direttamente dallo specialista senza costringere il cittadino a ripassare dal Medico di Medicina Generale (MMG).
I tempi massimi garantiti per i primi accessi restano confermati:
Classe U (Urgente): entro 72 ore (la ricetta scade dopo 5 giorni se non usata);
Classe B (Breve): entro 10 giorni (la ricetta scade dopo 15 giorni);
Classe D (Differibile): 30 giorni per le visite, 60 giorni per la diagnostica;
Classe P (Programmabile): entro 120 giorni.
Controlli digitali anti-sprecati: Il Sistema Informativo Sanitario bloccherà automaticamente le prescrizioni duplicate, i controlli inseriti impropriamente con classi di priorità urgenti e le richieste di screening di primo livello fuori target.
2. Ambiti territoriali e percorsi di tutela
Vengono definiti gli “ambiti territoriali di garanzia” secondo principi di prossimità. Se la struttura locale non è in grado di garantire la prestazione nei tempi previsti, scatta l’iscrizione del cittadino in una lista di tutela con l’obbligo per l’azienda di ricontattarlo entro tempi certi (5 giorni per la classe B, 10-15 per la D, 20 per la P).
Road Map per le Aziende Sanitarie: Piani Aziendali entro il 14 settembre
Le ASL e le Aziende Ospedaliere del territorio avranno tempo fino al 14 settembre 2026 per adottare i propri Piani Aziendali di recupero, che dovranno concentrarsi su:
Prevenzione del “No Show”: verifica telefonica/SMS degli appuntamenti nei giorni precedenti per liberare tempestivamente gli slot in caso di disdetta;
Ottimizzazione delle Sale Operatorie: estensione dell’uso dei blocchi operatori fino a 12 ore al giorno, con una ripartizione equa e sostenibile del personale sanitario;
Appropriatezza prescrittiva: istituzione di un gruppo di lavoro interno per la verifica ex ante ed ex post dei comportamenti prescrittivi.
Tutela per oncologici, cronici e fragili: corsie preferenziali senza CUP
Una delle novità più significative riguarda la presa in carico dei pazienti ad alta complessità. Per le persone con patologia oncologica sospetta o accertata (comprese le esenzioni con codice 048), malattie rare, anziani o soggetti fragili:
Non si passerà più dal CUP: lo specialista che ha in cura il paziente programmerà direttamente le visite di controllo e gli esami di monitoraggio attraverso agende dedicate interne;
Percorsi dedicati: attivazione di iter facilitati per l’accesso diagnostico e per le prestazioni legate a finestre temporali rigide (es. percorso nascita ed età evolutiva).
20 milioni di euro e la governance della spesa
Le risorse allocate ammontano a 20 milioni di euro, distribuiti tra le province in base alla popolazione residente (dati ISTAT).
Questi fondi serviranno a finanziare le prestazioni aggiuntive del personale, nel pieno rispetto della direttiva europea sull’orario di lavoro e previa verifica che l’attività istituzionale ordinaria sia stata erogata regolarmente.
Per garantire la massima trasparenza, le prestazioni nell’ambito del Piano saranno tracciate con codici identificativi univoci e monitorate mensilmente dal Tavolo regionale coordinato da AReSS e dal Dipartimento Salute.
“L’abbattimento delle liste d’attesa non è solo una misura quantitativa per erogare più prestazioni, ma diventa una vera e propria leva strategica per riorganizzare la sanità pubblica, valorizzare le risorse umane e rispondere alla reale domanda di cura dei cittadini.”











