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Padel, a Taranto Abbate e Montiel vincono la sfida tricolore e volano in finale per l’oro

Nella notte dei sogni d’oro ai Giochi del Mediterraneo, non c’è l’urlo di chi, Flavio Abbate e Alvaro Montiel, ha appena conquistato la finale e la possibilità di giocarsi la medaglia d’oro contro gli spagnoli David Gala e José Diestro. Non c’è, quell’urlo, per rispetto e perché battere un amico non ha il dolce sapore di una vittoria come le altre. Anzi.

Lo spiega Alvaro Montiel a fine match: “Siamo felicissimi ma è stata una partita strana e difficile da giocare contro due amici prima e due compagni di squadra poi, Marco e ‘Simo’”. Abbate e Montiel erano leggermente favoriti rispetto ai compagni di squadra Cassetta e Iacovino e, alla fine, l’hanno portata a casa arrampicandosi sul primo set vinto poi  7-6  (7-3) al tie break  e una seconda partita giocata in scioltezza fino al 6-1 finale.

La notte dei Fratelli d’italia era iniziata con le facce tese e anche un po’ pallide di quattro ragazzi vestiti d’azzurro che sognano la finale ma guardano agli avversari con una punta di dolcezza. In allenamento il match è sempre in bilico tra i quattro compagni di squadra, ci spiegheranno poi. L’atmosfera però è strana negli attimi precedenti la semifinale, con la ct Marcela Ferrari in tribuna assieme agli assistant coach Filippo Scala e Saverio Palmieri: le panchine restano vuote. I quattro sono lasciati liberi di essere rivali per una notte senza consigli e schemi di gioco, solo padel, solo i Fratelli d’Italia.

Il match è un lampo nelle mani di Cassetta e Iacovino. Spiegherà Flavio Abbate: “Siamo entrati tesi e loro hanno giocato sicuramente meglio, d’altra parte giochi contro due amici, due compagni di avventura, due ragazzi con i quali viviamo 24 ore al giorno da otto giorni e ci vogliamo bene. E giocare una partita così non è facile”. Simone Iacovino – una crescita esponenziale la sua nei Giochi – e Marco Cassetta sono scattati al via come due grandi velocisti. Hanno condotto il primo set piazzando il break in avvio, poi hanno subito il controbreak sull’unico momento di tensione (sana) del match: quando la palla break di Abbate secondo gli avversari è fuori ma l’arbitro la chiama buona. Sul 5-4 per Iacovino-Cassetta ecco la grande occasione: due set point che potevano ribaltare la storia di questa semifinale. Abbate e Montiel l’annullano e si arriva al tie break che vinceranno di slancio.

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Redazione
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