È un bilancio gravissimo quello che emerge dal vastissimo incendio divampato nel pomeriggio dello scorso 25 agosto all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Una superficie stimata di circa 4.000 ettari è stata divorata dalle fiamme, lasciando una ferita profonda in un patrimonio di boschi secolari, pinete e aree pascolive e creando paura ed ingenti danni agli agricoltori della zona.
Sono stati, infatti, quasi 500 gli ettari di vegetazione andati in fumo in un’area compresa tra i comuni di Gravina in Puglia, Poggiorsini e Corato.
A tracciare il quadro della situazione all’indomani della conclusione delle oeprazioni di spegnimento ed a sottolineare la necessità di un cambio di passo immediato è Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT: “Siamo di fronte a uno dei disastri ambientali più gravi degli ultimi anni nel nostro territorio – dichiara Del Core – ed è doveroso comprendere come rendere più rapida ed efficace la risposta nei momenti decisivi. Nelle prime ore dell’emergenza, la rapidità di intervento da parte di ARIF e Vigili del Fuoco è tutto: quando la complessità della situazione e l’estensione del fronte rendono le operazioni difficili, emerge chiaramente quanto sia fondamentale valorizzare la conoscenza capillare della geografia locale in un’area che l’ARIF è chiamata a presidiare all’interno del Parco”.
Confagricoltura Bari-BAT intende accendere i riflettori sul ruolo chiave svolto dagli imprenditori agricoli, che si sono messi subito a disposizione per limitare i danni: “I nostri agricoltori sono scesi sul campo nell’immediato, mettendo a disposizione mezzi, competenze e una conoscenza meticolosa delle strade e dei sentieri – prosegue Del Core – in diverse occasioni si sono adoperati spontaneamente per creare fasce tagliafuoco e arginare l’avanzata delle fiamme. Questo dimostra che chi vive e lavora sul territorio non deve essere visto come un soggetto da sovraccaricare di vincoli burocratici, ma come la prima e più efficace risorsa a supporto della sicurezza pubblica e della tutela ambientale”.
Per evitare che simili fenomeni continuino a ripetersi, a causa del cambiamento climatico, Confagricoltura Bari-BAT sostiene la necessità di stringere un vero e proprio patto strategico per il futuro. Questo percorso deve partire dalla creazione di un coordinamento sempre più fluido tra le strutture operative e gli operatori presenti sul posto. Diventa quindi fondamentale istituzionalizzare la collaborazione con le aziende agricole, riconoscendole ufficialmente come presidi di vigilanza e custodi attivi del paesaggio.
Alla cura del suolo va affiancata la modernizzazione tecnologica, introducendo droni e sensori satellitari per intercettare i focolai sul nascere, insieme a una sostanziale semplificazione delle procedure burocratiche che consenta agli agricoltori di realizzare rapidamente le necessarie fasce di protezione e la pulizia dei confini. “Agli agricoltori della Murgia va il nostro ringraziamento più profondo – conclude il presidente Del Core – se oggi i danni non sono ancora più devastanti, lo si deve soprattutto al loro coraggio, al profondo senso di appartenenza e all’impiego immediato dei propri mezzi aziendali. Pur comprendendo le difficoltà oggettive nell’affrontare situazioni di questo tipo da parte delle strutture preposte, non possiamo non denunciare l’inadeguatezza nella dotazione di risorse, la scarsa capacità di prevenzione e l’inefficienza degli interventi: fattori che impediscono di dare un concreto sostegno agli agricoltori nella risoluzione dell’emergenza”.











