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La Puglia e l’area della Capitanata continuano ad affrontare una drammatica crisi idrica che sta mettendo a dura prova il comparto agricolo ed economico locale. A lanciare l’allarme per il distretto irriguo della Sinistra del fiume Ofanto è Nicola Gatta, consigliere regionale della Puglia (Fratelli d’Italia), che definisce la situazione “giunta a un punto di non ritorno”.
Il territorio interessato comprende snodi agricoli cruciali per la produzione ortofrutticola ed enologica del Mezzogiorno: dai comuni del Foggiano meridionale (Ascoli Satriano, Candela, Stornara, Stornarella, Cerignola) fino a una porzione importante della provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT).
Diga di Capacciotti al minimo storico: l’analisi dei numeri
A fare da epicentro all’emergenza è la diga di Marana Capacciotti, bacino artificiale fondamentale per l’accumulo e la distribuzione delle risorse idriche destinate ai campi.
Secondo la denuncia del consigliere Gatta, la situazione volumetrica è allarmante:
Capienza massima del bacino: 48 milioni di metri cubi.
Volume d’acqua attualmente disponibile: circa 6,5 milioni di m³.
Quota di sicurezza non intaccabile: 2,5 milioni di m³.
Risorsa effettivamente utilizzabile: appena 4 milioni di m³.
Con un fabbisogno giornaliero medio stimato attorno ai 300.000 m³ durante i picchi dell’irrigazione estiva, l’autonomia residua dell’invaso rischia di esaurirsi in poco più di dieci giorni, lasciando a secco centinaia di aziende agricole della Capitanata. I rilievi ufficiali del Consorzio per la Bonifica della Capitanata confermano storicamente come nei periodi di forte siccità estiva i volumi disponibili scendano pericolosamente vicino ai volumi minimi di invaso.
Le cause della crisi: non solo siccità, ma anche inefficienze gestionali
Se da un lato l’assenza prolungata di precipitazioni – con periodi secchi che superano i quattro mesi – e le temperature estive ben al di sopra delle medie stagionali hanno prosciugato i fiumi, dall’altro la politica locale punta il dito contro la gestione del distretto.
Sotto accusa vi sono le presunte inefficienze operative legate alla Traversa di Santa Venere, infrastruttura chiave situata lungo il corso dell’Ofanto e gestita dal Consorzio Unico di Basilicata.
Secondo quanto dichiarato da Nicola Gatta:
Dispersione delle riserve: Una gestione opaca dell’opera idraulica avrebbe favorito lo sversamento indesiderato in mare di ingenti volumi d’acqua dolce, anziché convogliarli verso il serbatoio di Capacciotti.
Deficit erogativo: Dei 24,4 milioni di metri cubi lordi di spettanza del Consorzio di Bonifica della Capitanata per la Sinistra Ofantina (pari a circa 16-17 milioni netti), ne sarebbero stati erogati solo 11,5 milioni netti. All’appello mancherebbero circa 5-6 milioni di metri cubi d’acqua.
Il quadro generale degli invasi della Puglia e della Capitanata
Analizzando le rilevazioni dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e i report periodici del Consorzio di Bonifica della Capitanata, emerge un quadro eterogeneo ma segnato dalla vulnerabilità climatica:
Invaso di Occhito (fiume Fortore): È il più grande bacino della regione (capacità utilizzabile oltre 250 milioni di m³). Pur garantendo la copertura potabile e primaria, risente fortemente delle fluttuazioni pluviometriche stagionali.
Diga di Capaccio (sul Celone): Presenta volumi ridotti dedicati per lo più a esigenze locali e di compensazione.
Diga di San Pietro sull’Osento: Bacino di minori dimensioni la cui disponibilità residua nei mesi secchi scende spesso al di sotto dei 2-3 milioni di metri cubi.
Il deficit cumulato tra i vari invasi rischia di compromettere le colture di pregio (pomodoro, olivo, vite, ortaggi stagionali) dell’intera piana del Tavoliere.
Le proposte e le prospettive future: la svolta di settembre
Per arginare l’emergenza immediata e prevenire il blocco totale delle attività agricole, sono state promosse audizioni e sopralluoghi della Commissione Agricoltura della Regione Puglia.
Tra le soluzioni strutturali e d’emergenza richieste figurano:
Passaggio di gestione: Il trasferimento della gestione della Traversa di Santa Venere direttamente ad Acque del Sud S.p.A., società a controllo statale, al fine di superare le conflittualità tra i consorzi regionali di Puglia e Basilicata.
Tavolo Tecnico a Settembre: L’impegno dei vertici societari nel convocare un tavolo di concertazione per ridisegnare la governance idrica dell’area interregionale dell’Ofanto.
Rilascio d’emergenza dalla Diga di Conza: La richiesta del rilascio tempestivo di 2-3 milioni di metri cubi d’acqua dal bacino irpino di Conza della Campania, per dare respiro immediato agli agricoltori della BAT e del Foggiano.
Scheda di sintesi (Dati di sintesi Sinistra Ofanto)
| Parametro / Indicatore | Valore / Dettaglio |
| Invaso principale | Diga di Marana Capacciotti |
| Capacità Massima | 48.000.000 m³ |
| Disponibilità dichiarata | 6.500.000 m³ |
| Riserva di sicurezza | 2.500.000 m³ |
| Acqua utile residua | 4.000.000 m³ |
| Autonomia stimata | ~10-12 giorni |
| Comuni impattati | Ascoli Satriano, Candela, Stornara, Stornarella, Cerignola, area BAT |
| Ente di gestione | Consorzio Unico di Basilicata (Traversa Santa Venere) |











