Il comparto primario italiano torna al centro delle politiche economiche nazionali con un pacchetto di risorse imponente e interventi mirati al rilancio delle filiere territoriali. È quanto è emerso durante il recente incontro istituzionale ospitato presso la Camera di Commercio di Lecce, promosso dal presidente Mario Vadrucci e caratterizzato dalla presenza del sottosegretario al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Patrizio La Pietra.
All’appuntamento hanno preso parte rappresentanti delle associazioni di categoria, esponenti del mondo accademico e della ricerca, consiglieri regionali ed enti locali, con l’obiettivo di analizzare l’impatto delle misure statali sul tessuto economico salentino.
I numeri del piano nazionale e l’impatto sul settore olivicolo
In una nota ufficiale, il deputato Saverio Congedo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Finanze alla Camera, ha espresso soddisfazione per le linee guida e le risorse messe in campo dall’esecutivo:
17 miliardi di euro complessivi: i fondi mobilitati a favore del comparto agricolo in quattro anni di mandato governativo.
300 milioni di euro per l’olivicoltura: risorse stanziate nell’ambito del programma ColtivaItalia, pensate per il sostegno diretto dei territori a spiccata vocazione olivicola e la rigenerazione produttiva del Salento.
Nuovo Piano olivicolo nazionale: uno strumento strategico di programmazione a lungo termine che rientra nell’agenda politica dopo ben un quarto di secolo di assenza.
Emergenza Xylella e sviluppo del territorio
Un passaggio fondamentale del vertice leccese ha riguardato il contrasto alla Xylella fastidiosa. La creazione di una struttura commissariale dedicata risponde all’esigenza di assicurare una gestione più organica, coordinata e trasparente nell’impiego dei finanziamenti destinati ai territori colpiti dalla batteriosi.
Secondo Congedo, la presenza delle istituzioni centrali a Lecce dimostra la piena integrazione della provincia salentina nelle direttive economiche nazionali. L’obiettivo prioritario per le imprese locali rimane ora la conversione delle risorse e dei piani di sviluppo in reale incremento di reddito, occupazione e competitività sul mercato.











