Un’analisi sociologica e criminologica che scava dietro le quinte del boom turistico e della rigenerazione urbana per mostrare il nuovo volto della criminalità organizzata locale. Arriva nelle librerie il nuovo libro del criminologo Domenico Mortellaro, intitolato “Sorridi, sei in Puglia. Come cambia una regione. Come cambiano le mafie”, pubblicato da edizioni la meridiana all’interno della collana paceinsieme… alle radici dell’erba.
L’opera si avvale della prefazione firmata da Giuseppe Volpe, già Procuratore della Repubblica di Bari e guida della Direzione Distrettuale Antimafia.
Le nuove strategie della criminalità: dal controllo militare alle opportunità del turismo
Il saggio di Mortellaro prende le distanze dal racconto stereotipato e incentrato sulle singole figure dei boss, focalizzandosi invece sulle trasformazioni del tessuto sociale ed economico della regione. Se da un lato il racconto pubblico celebra una Puglia attrattiva e in forte espansione turistica, dall’altro l’evoluzione dei territori genera sperequazioni e svuotamento di servizi in diverse aree urbane e periferiche.
In questa spaccatura si inserisce la mutazione della criminalità organizzata pugliese: abbandonata la violenza sistemica e i linguaggi del passato, le mafie locali hanno orientato i propri interessi verso i mercati legali e semi-legali dell’intrattenimento, del consumo, della ricettività e della gestione dei servizi turistici.
L’autore, criminologo e sociologo della devianza nato nel 1979 e già docente per la Polizia Penitenziaria, ha firmato per la stessa casa editrice saggi di riferimento sul territorio come San Pio, per tutti ancora Enziteto (2014) e La camorra barese (2014).
Il ruolo dell’antimafia sociale e la riflessione della casa editrice
L’uscita del volume intende promuovere un dibattito diffuso tra mondo educativo, imprese, cultura e istituzioni per identificare i fattori che favoriscono i fenomeni corruttivi. «Ciò che a noi interessa come casa editrice radicata nel territorio pugliese è avviare una riflessione, che si fa sempre più urgente, in grado di coinvolgere più soggetti possibili dell’antimafia sociale, del mondo culturale e delle imprese, di chi si occupa di educazione perché la nostra Regione sia in grado di vedere ciò che facilita processi di corruzione e di mafiosità e di avviare sul terreno culturale e sociale un’offerta formativa capace di attirare individualità giovani e plasmarle, nel percorso, in un noi che cresce e genera idee, sviluppo, proposte per i territori sottraendosi alle opportunità offerte dalle mafie. Una Puglia non solo attrattiva e attraente ma anche sana nei suoi processi di sviluppo» — ha dichiarato Elvira Zaccagnino, direttrice di edizioni la meridiana.











