Restituire dignità, voce e centralità sociale agli anziani attraverso la riscoperta della memoria collettiva. Con questo obiettivo umano e sociale si è concluso il progetto “A Bari arrivò San Nicola…”, promosso dall’RSA Villa Marica in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale Pietra su Pietra e l’AVO Bari Odv (Associazione Volontari Ospedalieri), con il patrocinio del Comune di Bari.
Iniziato ad ottobre 2025, questo percorso di otto mesi ha impiegato il laboratorio teatrale e la produzione cinematografica come veri e propri interventi educativi e riabilitativi. Al centro dell’iniziativa c’è il benessere psicologico ed emotivo degli ospiti over 65 della struttura: attraverso il racconto di San Nicola e delle tradizioni baresi, i partecipanti, anche con diverse fragilità, hanno risvegliato ricordi e vissuti personali, contrastando il decadimento cognitivo e superando i limiti della propria diagnosi. La scena è diventata uno spazio d’integrazione e introspezione, fondamentale per rafforzare l’autostima e riconnettere la storia individuale degli anziani con l’identità dell’intera cittadinanza.
L’esperienza si è concretizzata nella realizzazione di un cortometraggio tratto dal testo di Filippo Favia e diretto dal regista Roberto Romeo, interamente interpretato dalla comunità di Villa Marica. La scelta del formato breve risponde a una precisa esigenza pedagogica e di cura: i tempi ridotti di ripresa evitano il sovraccarico cognitivo, rispettano i tempi fisiologici degli ospiti e ne garantiscono una partecipazione attiva, serena e gratificante. Girato tra gli spazi familiari dell’RSA e il suggestivo lungomare di Santo Spirito, l’opera offre una narrazione corale in cui memoria, identità e comunità si incontrano.
La prima proiezione ufficiale del cortometraggio si terrà mercoledì 16 settembre alle ore 16:00 presso l’Accademia del Cinema S. Pio, situata in Piazzetta Eleonora 1 a Bari (quartiere San Pio). L’evento rappresenta un’occasione aperta a tutta la cittadinanza per scoprire una storia raccontata da chi l’ha vissuta e per celebrare un percorso che ha trasformato i ricordi della terza età in un patrimonio collettivo d’inclusione.












