La fissazione dell’udienza in Corte di Cassazione al prossimo 20 ottobre per discutere dello stop all’area a caldo dell’ex Ilva rappresenta un passaggio chiave per il futuro della siderurgia italiana e della città di Taranto. Ad accogliere con favore lo slittamento e l’apertura di questa finestra temporale è Federmanager, l’organizzazione rappresentativa dei dirigenti e dei quadri apicali d’impresa, a margine del tavolo di confronto svoltosi a Palazzo Chigi.
L’associazione considera fondamentale la coincidenza dei tempi giudiziari con le scelte strategiche dell’esecutivo, ritenendo la data d’ottobre un’opportunità irripetibile per definire un piano di rilancio solido e sostenibile.
Il valore della produzione primaria e la tutela della salute
Federmanager valuta positivamente la conferma da parte del Governo della volontà di mantenere la produzione primaria di acciaio a Taranto, accompagnando lo stabilimento verso modelli tecnologici a ridotto impatto ambientale.
“Si tratta di un passaggio importante perché consente di conoscere il giudizio definitivo della magistratura nei tempi utili per individuare e sostenere il progetto industriale che meglio sappia conciliare la tutela della salute, dell’ambiente e dell’occupazione”, ha dichiarato Valter Quercioli, Presidente di Federmanager. “La finestra aperta dalla Cassazione non deve però trasformarsi in un nuovo rinvio: ad esito della sentenza occorrerà tradurre l’indirizzo politico in un percorso operativo chiaro, con tempi verificabili e strumenti adeguati.”
La proposta: una governance della transizione guidata dal management interno
Per evitare la dispersione di competenze e garantire la continuità operativa negli impianti, Federmanager ha ribadito al Governo la necessità di strutturare una governance stabile della transizione. Il modello proposto dall’organizzazione punta a fare perno sulle risorse umane e manageriali già attive all’interno dei siti produttivi:
Obiettivi misurabili e monitoraggio permanente: definizione di tappe certe per bonifiche, investimenti e riconversione tecnologica;
Valorizzazione delle competenze interne: coinvolgimento diretto dei dirigenti e dei quadri che conoscono a fondo i processi e le criticità operative degli impianti;
Tutela del patrimonio industriale: salvaguardia delle professionalità aziendali per evitare l’impoverimento del tessuto tecnico del Paese.
“Il tempo che abbiamo davanti deve servire a evitare la dispersione di lavoro, competenze e capacità produttiva”, ha concluso Quercioli. “La siderurgia resta un settore strategico per l’Italia: adesso è il momento di trasformare le intenzioni in capacità di esecuzione.”












