Con una media di 31,5 minuti per pasto, Bari rientra nella top ten delle città italiane dove si trascorre meno tempo a tavola, piazzandosi al nono posto su scala nazionale. È quanto emerge dalla nuova indagine condotta dalla piattaforma di psicologia online Unobravo su un campione di 1.670 adulti, nata per analizzare il valore emotivo, sociale e psicologico attribuito dagli italiani al momento della condivisione del cibo.
Lo studio evidenzia come Genova guidi la classifica dei capoluoghi con i pasti più rapidi (29,2 minuti), seguita da Messina (29,4 minuti) e Rimini (29,7 minuti). All’estremo opposto si collocano Taranto (40,9 minuti), Trieste (40,7 minuti) e Modena (39,6 minuti), dove la permanenza a tavola risulta nettamente più prolungata.
I tempi medi di fruizione del pasto

La durata complessiva dei pasti oscilla in maniera significativa a seconda del contesto relazionale e del luogo di consumo:
Pasti con amici o contesti sociali: 56 minuti in media.
Pasti in famiglia (nucleo convivente): 39 minuti.
Pasto casalingo feriale: 31 minuti.
Pausa pranzo al lavoro: 25 minuti.
Pasti consumati in solitudine: 20 minuti.
Secondo i dati raccolti, il 46% degli italiani condivide quotidianamente almeno un pasto principale con altre persone, mentre il 38% dichiara di mangiare da solo almeno una volta al giorno. L’esperienza della solitudine a tavola non viene tuttavia percepita in modo unanime come un fattore negativo: se il 36% associa il pasto individuale a una sensazione di isolamento, il 34% ne trae un’impressione neutra o di pausa consapevole.
Il valore della convivialità e l’impatto della tecnologia
L’analisi del team clinico di Unobravo sottolinea come la tavola continui a rappresentare un presidio relazionale fondamentale. Il 77% degli intervistati ritiene che condividere il cibo sia un elemento centrale per rafforzare i legami familiari, mentre il 69% attribuisce a questa abitudine un impatto positivo sul benessere mentale e sulla salute emotiva.
Un elemento critico segnalato dalla maggioranza del campione riguarda le distrazioni tecnologiche: il 73% degli italiani dichiara che la presenza di smartphone e schermi digitali riduce il livello di attenzione e la qualità della conversazione durante i pasti condivisi.
I dati integrali e le analisi psicologiche correlate sono consultabili all’interno dello studio completo sulla cultura del mangiare insieme fornito da Unobravo.












