Dal 9 all’11 ottobre la comunità di Putignano ospiterà la seconda edizione de Il melograno di san Gaspare, l’iniziativa di solidarietà promossa dai Missionari del Preziosissimo Sangue e dai loro volontari. La manifestazione si svolgerà presso la parrocchia San Filippo Neri e la rettoria Santa Maria la Greca, inserendosi nel programma delle attività del mese missionario e in vista della ricorrenza di san Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione, celebrata il 21 ottobre. L’evento rappresenta un momento di testimonianza e sensibilizzazione della spiritualità del Sangue di Cristo, offrendo al pubblico l’opportunità di sostenere le opere benefiche che i padri missionari portano avanti da oltre due secoli.
La simbologia del melograno tra spiritualità e senso di comunità
Il frutto del melograno è stato scelto quale simbolo dell’iniziativa per il suo profondo significato allegorico e spirituale. Come spiegato dai promotori dell’evento, il colore rosso intenso dei chicchi evoca il mistero della Redenzione e il valore del sacrificio, mentre la loro disposizione ravvicinata all’interno del guscio rappresenta la comunità dei fedeli unita nella carità e nella solidarietà reciproca. Questi concetti costituivano il cuore della predicazione di san Gaspare del Bufalo e continuano a guidare l’azione pastorale e sociale dell’ordine, fondata sulla convinzione che ogni essere umano meriti dignità e vicinanza nei momenti di difficoltà.
I progetti di solidarietà e accoglienza in Tanzania e in Puglia
I fondi e l’opera di sensibilizzazione legati all’iniziativa vanno a sostenere progetti ad alto impatto sociale sia sul piano internazionale sia su quello locale. Sul fronte estero spicca l’Ospedale “San Gaspare” di Itigi, in Tanzania, una struttura sanitaria di riferimento nata nel 1989 che conta 320 posti letto e garantisce migliaia di ricoveri e visite mediche annuali in una delle zone più povere del Paese. In ambito locale, il sostegno si rivolge alla comunità terapeutica dell’associazione “Famiglie San Filippo Neri” di Putignano, fondata nel 1988 da don Rosario Pacillo per offrire percorsi di recupero e reinserimento a giovani affetti da dipendenze.












