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Ex Ilva, proclamato dai sindacati lo sciopero nazionale di 24 ore per domani

A seguito del tavolo di confronto istituzionale svoltosi a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva, le organizzazioni sindacali nazionali metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per la giornata di lunedì 12 ottobre uno sciopero nazionale di 24 ore in tutti i siti del gruppo industriale. La decisione drastica è maturata dopo aver preso atto che l’unico tema al centro del dibattito con il Governo è risultato essere quello relativo agli ammortizzatori sociali, estesi a tutti i lavoratori e stabilimenti, ma privi di una prospettiva industriale concreta e di un reale piano di rientro al lavoro.

La denuncia sindacale: mancano un piano di rilancio e la prospettiva della decarbonizzazione

Nel corso dell’incontro governativo, i sindacati hanno evidenziato la totale assenza di risposte su un progetto industriale complessivo che metta al centro la siderurgia strategica nazionale, la salvaguardia dell’occupazione e la transizione verso il ciclo decarbonizzato. Non sono state fornite soluzioni circa l’approvvigionamento di semilavorati per riattivare le linee a freddo e di finitura negli stabilimenti di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e nella sede di Milano, così come mancano misure straordinarie di accompagnamento quali prepensionamenti e incentivi all’esodo. Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre la falsa contrapposizione storica tra tutela della salute, ambiente e diritto al lavoro, sottolineando come la crisi riguardi l’intera tenuta delle comunità coinvolte.

 “È necessario – scrivono i sindacati Fim Fiom Uilm Nazionali – che il governo riconfermi l’impegno di un progetto industriale complessivo dell’area tarantina e di tutti gli altri territori coinvolti, che veda la siderurgia quale elemento centrale e strategico, a cui affiancare un progetto ed un piano sociale (strumenti di risarcimento per il riconoscimento esposizione rischi, prepensionamento, esodi incentivati, ecc…) in grado di poter prevedere soluzioni per tutti i dipendenti dell’ex ILVA. Per noi è però fondamentale che ci sia un progetto industriale che preveda il passaggio tra il vecchio ciclo e quello decarbonizzato a cui bisogna puntare senza che la transizione passi come una mannaia sulle spalle dei lavoratori. Il piano di investimenti necessario per la decarbonizzazione dovrà prevedere fondi pubblici, e se possibile anche privati. È necessaria la garanzia della politica tutta e delle istituzioni dello Stato a tutti i livelli, a partire da un ruolo diretto dello Stato, prevedendo un adeguato stanziamento di risorse economiche, a partire dal disegno di Legge di Stabilità 2027, nella gestione e a garanzia di tutti gli aspetti realizzativi del piano industriale volto alla decarbonizzazione”.

Modalità della protesta e possibili estensioni della mobilitazione

Il blocco totale delle attività produttive coinvolgerà l’intera filiera e tutti i siti del gruppo nella giornata del 12 ottobre. Le sigle sindacali hanno inoltre specificato che non viene esclusa la possibilità di estendere ulteriormente la mobilitazione nei giorni successivi, attraverso nuove articolazioni territoriali e iniziative di lotta, qualora non arrivino impegni concreti e risorse adeguate in vista della Legge di Stabilità 2027 per garantire il futuro industriale e occupazionale del polo siderurgico.

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Redazione
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