La Polizia Postale ha lanciato l’ennesimo allarme sulle truffe online relativo a un’ondata di tentativi di raggiro veicolati attraverso WhatsApp. La frode si sviluppa tramite messaggi ingannevoli inviati apparentemente da contatti fidati già presenti in rubrica. Nel testo, accompagnato da una foto e da un link esterno, si chiede alla vittima di esprimere un voto a favore di una bambina impegnata in un presunto concorso di danza o in un’altra competizione online. Il collegamento indirizza però verso una pagina malevola ideata per sottrarre le credenziali dell’utente e prenderne il controllo.
Il meccanismo del raggiro e i rischi di furto d’identità
Il sito contraffatto spinge l’utente a digitare il proprio numero di telefono e, successivamente, a condividere il codice di verifica monouso ricevuto sul proprio smartphone. Una volta ottenuta questa informazione, i cybercriminali riescono a completare l’attivazione dell’account WhatsApp su un dispositivo terzo, estromettendo il legittimo proprietario. Impossessatisi dell’identità digitale della vittima, i malintenzionati utilizzano la chat per contattare parenti e conoscenti, simulando situazioni di grave emergenza e richiedendo l’invio immediato di somme di denaro. Nel frattempo, l’utente truffato perde la possibilità di accedere al servizio e di avvisare tempestivamente i propri contatti.
I consigli della Polizia Postale e dello “Sportello dei Diritti”
Il presidente dello “Sportello dei Diritti“, Giovanni D’Agata, ha diffuso i consigli pratici della Polizia Postale per prevenire il furto del profilo: diffidare di link che chiedono votazioni o verifiche esterne, non inserire mai il proprio numero su portali sospetti e non condividere con nessuno i codici di attivazione ricevuti via SMS. Gli esperti raccomandano inoltre di attivare la verifica in due passaggi con PIN nelle impostazioni della piattaforma di messaggistica. Qualora si sia già caduti nella trappola, è necessario avvisare immediatamente la propria rete di conoscenti attraverso canali alternativi, sporgere segnalazione presso il Commissariato di P.S. Online o contattare le associazioni di tutela dei consumatori per limitare eventuali danni o pregiudizi.












