Confagricoltura Bari-BAT ha chiamato a raccolta l’intero comparto agricolo e olivicolo in vista della grande manifestazione di protesta in programma questa mattina, a partire dalle ore 9:30, davanti alla Prefettura di Bari. L’associazione invita alla massima partecipazione olivicoltori, frantoiani, soci di cooperative e operatori della filiera per denunciare una crisi strutturale e profonda che rischia di compromettere irreparabilmente la sopravvivenza delle aziende agricole nei territori più vocati della regione.
Le ragioni della protesta: giacenze nei silos e inefficacia dei palliativi
Alla base della mobilitazione vi è una situazione economica ormai insostenibile per la filiera olearia: tonnellate di olio invenduto ristagnano nei silos, la liquidità delle imprese è ridotta al lumicino e i costi energetici e dei fertilizzanti gravano pesantemente in vista dell’avvio della nuova campagna. Gli strumenti finanziari adottati finora, come la cambiale agraria ISMEA, sono stati definiti semplici palliativi incapaci di risolvere il problema delle giacenze o di restituire un giusto reddito ai produttori agricoli.
Le quattro richieste urgenti a Governo e istituzioni
Nel corso del presidio a Bari, Confagricoltura Bari-BAT rilancerà con forza la piattaforma incentrata su quattro richieste prioritarie e non più rinviabili:
Stato di crisi: Riconoscimento immediato dello stato di crisi per l’intero settore olivicolo-oleario, attivando tutele e provvedimenti concreti per frantoi e produttori.
Tracciabilità digitale: Introduzione immediata del documento di trasporto elettronico per olive e olio, mutuando il modello di successo già operativo nel settore vitivinicolo.
Controlli antifrode: Attuazione di un piano straordinario di verifiche su scala nazionale per arginare la nazionalizzazione di oli esteri e le importazioni incontrollate.
Misure di mercato: Interventi mirati di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione, aiuti finanziari per i frantoi e misure compensative regionali contro il caro carburante.
L’associazione rimarca come la protesta non rappresenti un semplice atto di dissenso, bensì una fondamentale battaglia per la dignità di un settore strategico che esige risposte immediate e un piano organico da parte della politica nazionale e locale.












