Un ospedale che per oltre un secolo è stato il cuore sanitario e identitario di una comunità, oggi “gigante in disarmo” in attesa di una nuova funzione.
È questo il filo che lega le pagine di L’Ospedale Florenzo Jaja non solo memoria della città, il nuovo libro di Gianvito Mastroleo, presidente onorario della Fondazione Di Vagno, pubblicato da Deste Edizioni con la prefazione del giornalista Antonio Galizia.
Tra saggio narrativo e memoria personale, il volume restituisce episodi spesso inediti della storia politica cittadina e della sanità pugliese, attingendo anche all’Archivio storico della Fondazione Giuseppe Di Vagno. Ma non è un’operazione nostalgica: l’autore lo dedica soprattutto ai giovani e alle istituzioni, convinto che custodire la memoria sia la premessa per costruire il futuro di una struttura di cui la città continua a sentire orgoglio e bisogno.
Avvocato, storico esponente socialista e amministratore del nosocomio negli anni decisivi della sua crescita, Gianvito Mastroleo ricostruisce da testimone diretto la parabola del presidio: dall’Opera Pia rilanciata ai primi del Novecento dal chirurgo e filantropo Florenzo Jaja, all’ampliamento e alla trasformazione in Ente ospedaliero tra gli anni Sessanta e Settanta, quando Conversano si batté per un servizio sanitario pubblico, universale e gratuito. Il racconto attraversa poi la stagione dei tagli e delle proteste popolari, la riconversione in poliambulatorio e presidio territoriale, fino alla lunga e ancora incerta attesa dell’Ospedale o Casa di Comunità.
Il libro sarà presentato domani mercoledì 14 ottobre alle ore 18.30 nella Sala Consiliare del Comune di Conversano. Dopo i saluti del sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio, interverranno Donato Pentassuglia assessore regionale alla Salute, Daniela Mazzucca presidente della Fondazione Giuseppe Di Vagno, e l’autore Gianvito Mastroleo. Modera il giornalista Enzo Magistà.
L’incontro, promosso con la Fondazione Giuseppe Di Vagno e il Comune di Conversano, sarà l’occasione per mettere a confronto memoria storica e scelte di programmazione sanitaria sul futuro del “Jaja”.












