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Ex Ilva, intesa Regione-sindacati. CGIL: “Ora il Governo dia garanzie su decarbonizzazione e lavoro”

L’unità del territorio pugliese attorno alla vertenza dell’ex ILVA rappresenta un primo snodo politico fondamentale per il futuro del polo siderurgico di Taranto. È questo il giudizio espresso dalla CGIL, all’indomani dell’incontro convocato alla Presidenza della Regione Puglia dal governatore Antonio Decaro alla presenza delle parti sociali, degli enti locali e di tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio regionale.

L’adozione della piattaforma elaborata dal Consiglio di fabbrica come posizione istituzionale condivisa e la conseguente convocazione del tavolo di confronto a Palazzo Chigi per il prossimo 27 ottobre segnano, secondo il sindacato, i primi frutti della mobilitazione dei lavoratori.

Le dichiarazioni di Bucci e D’Arcangelo: “Andare oltre la logica dell’emergenza”

In una nota congiunta, la segretaria generale della CGIL Puglia, Gigia Bucci, e il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, hanno tracciato le condizioni indispensabili per il prosieguo della trattativa con l’Esecutivo nazionale.

«Dalla lunga riunione alla Presidenza della Regione è venuta fuori una posizione unitaria tra parti sociali, istituzioni e politica rispetto a garanzie sociali, continuità produttiva, abbandono del ciclo del carbone verso i forni elettrici e adozione di misure straordinarie a tutela dell’occupazione e dei lavoratori diretti, dell’indotto, degli appalti e di Ilva in AS – spiegano i due esponenti sindacali –. Tocca ora al Governo assumere un impegno rispetto a un progetto industriale e a investimenti che devono guardare a una prospettiva di lungo termine».

Il ruolo dello Stato, le bonifiche e il nodo dei privati

La CGIL pone l’accento sulla necessità che lo Stato non si limiti a interventi tampone o a delegare la gestione del futuro industriale ai soli capitali privati, specialmente nella fase di selezione dei nuovi investitori internazionali per il complesso aziendale.

«La condivisione delle proposte del sindacato su “quale siderurgia” e “quale produzione” è un passaggio fondamentale per andare oltre il decreto emergenziale del Governo – aggiungono Bucci e D’Arcangelo –. Questo reclama un protagonismo diretto dello Stato, come stiamo chiedendo da tempo, e risorse certe per le bonifiche, la transizione e la garanzia della salute dei cittadini e dei lavoratori. Serve tradurre tutto questo in impegni concreti, senza lasciar fare ancora una volta ai privati. Siamo in una condizione che esige dal Governo rispetto per i lavoratori e per il territorio, garanzie sugli investimenti e tutela dell’ambiente».

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Redazione
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