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Dopo la fiammata registrata durante la crisi pandemica, l’utilizzo del Libretto Famiglia per la regolarizzazione del lavoro domestico e assistenziale ha raggiunto un punto di equilibrio strutturale. Sebbene le cifre siano fisiologicamente lontane dai picchi toccati nel 2020, lo strumento mantiene nel 2025 una diffusione costante e leggermente superiore rispetto al biennio pre-Covid. È quanto emerge dall’ultima indagine condotta dall’Osservatorio DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico) sulla base delle rilevazioni dell’INPS.
Dalle origini al post-Covid: le tre fasi del Libretto Famiglia
L’analisi dell’Osservatorio ricostruisce la traiettoria dello strumento dal 2017 a oggi attraverso tre fasi ben distinte:
La fase d’esordio (2017-2019): Caratterizzata da una fruizione limitata, con una platea che non superava i 21.000 lavoratori annui e volumi compensativi attorno ai 24 milioni di euro.
Il picco pandemico (2020): L’introduzione del “bonus baby-sitter” per far fronte alle chiusure scolastiche fece schizzare gli utilizzatori a 582.315, generando un valore lordo di quasi 690 milioni di euro per oltre 63,5 milioni di ore tracciate.
La stabilizzazione (2025): L’utilizzo si è assestato su un bacino di 23.334 lavoratori annui (circa 2.000 in più rispetto al 2019), con 2,34 milioni di ore erogate (101 ore pro-capite) e un compenso lordo medio di 1.085 euro a lavoratore.
Il divario geografico: Friuli al vertice, ritardo in Puglia e nel Mezzogiorno
Il report evidenzia una profonda spaccatura geografica nell’adozione delle prestazioni occasionali regolarizzate. In termini di volumi assoluti, il Nord e il Centro concentrano la quota maggioritaria di contratti. La Lombardia si conferma prima per impiego con 2.241 lavoratori mensili medi e oltre 4,8 milioni di euro lordi, seguita da Piemonte (1.724), Toscana (1.515) e Veneto (1.339).
Rapportando tuttavia i dati alla popolazione residente (lavoratori mensili ogni 10.000 abitanti), spicca il primato del Friuli-Venezia Giulia, che guida la graduatoria nazionale con un’incidenza di 8,3, precedendo la Toscana e il Piemonte (entrambe a 4,1).
Al contrario, la propensione alla regolarizzazione occasionale crolla drasticamente nel Mezzogiorno. Ad eccezione della Sardegna (che registra un’incidenza di 3,8), le regioni meridionali mostrano valori minimi. La Puglia si attesta a soli 142 lavoratori mensili medi (pari a un’incidenza dello 0,4 ogni 10.000 abitanti) per complessivi 281.300 euro lordi erogati. Le incidenze più basse del Paese si riscontrano in Campania (0,2), Calabria (0,2) e Molise (0,3).
Le proposte di DOMINA: “Servono deduzioni fiscali per battere il lavoro nero”
Commentando le evidenze dell’indagine, il Segretario Generale di DOMINA, Lorenzo Gasparrini, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riforme strutturali per contrastare il sommerso: «L’andamento del Libretto Famiglia ci insegna che, per far emergere il lavoro nero, non basta mettere a disposizione uno strumento normativo flessibile. Occorre piuttosto una strategia basata su incentivi economici mirati e deduzioni fiscali che alleggeriscano concretamente il costo del lavoro per le famiglie».
Dati sintetici dell’Osservatorio DOMINA per Regione (2025)
| Regione | Media mensile lavoratori | Lavoratori / 10.000 ab. | Ore totali annue | Importo lordo annuo (€) |
Lombardia | 2.241 | 2,2 | 440.461 | 4.824.519 |
Piemonte | 1.724 | 4,1 | 336.248 | 3.575.783 |
Toscana | 1.515 | 4,1 | 322.695 | 3.419.814 |
Veneto | 1.339 | 2,8 | 264.083 | 2.921.467 |
Friuli-Venezia Giulia | 992 | 8,3 | 208.917 | 2.282.435 |
Emilia-Romagna | 963 | 2,2 | 177.695 | 1.909.721 |
Lazio | 896 | 1,6 | 169.476 | 1.785.963 |
Sardegna | 591 | 3,8 | 104.267 | 1.116.593 |
Puglia | 142 | 0,4 | 27.412 | 281.300 |
Campania | 94 | 0,2 | 21.728 | 231.850 |
Calabria | 44 | 0,2 | 8.125 | 85.310 |












