HomePoliticaRenzi a Taranto tra firme, dure contestazioni, Marta e Ilva

Renzi a Taranto tra firme, dure contestazioni, Marta e Ilva

“L’inaugurazione del Museo Archeologico Nazionale di Taranto è l’occasione per provare a dare a questa città la bellezza della propria storia e del proprio futuro. Un Museo archeologico serve a contemplare non solo la bellezza del passato ma l’occasione per riflettere su se stessi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi inaugurando questa mattina il Marta assieme al ministro della Cultura Dario Franceschini.

Ma Taranto non è stata certamente una passeggiata per il premier. Poco prima dell’arrivo di Renzi, infatti, circa 200 persone si sono avvicinate ai Marta, in Piazza Garibaldi, ed hanno tentato di raggiungere l’ingresso del Museo urlando slogan contro il presidente del Consiglio: “Taranto libera, Taranto libera”. “Assassino”. “Il decreto Ilva è contro Taranto, contro i cittadini, contro i lavoratori”

Tra i manifestanti presenti esponenti del mondo ambientalista e di alcuni gruppi sindacali. Un cordone di poliziotti li ha fermati.

Tra i contestati anche il deputato tarantino Michele Pelillo, ex assessore della Regione, che riesce ad entrare in prefettura grazie all’aiuto della scorta e con la giacca bagnata. “Ci devi tutelare”, gli urlano dalla piazza insieme ad una serie di improperi irripetibili.

L’argomento della contestazione, naturalmente, riguarda l’Ilva e la firma del patto per il rilancio della città di Taranto che, di fatto, riceve l’accusa di non essere altro che una pura formalità.

“Spesso la politica a Taranto ha pagato con assegni a vuoto, noi siamo qui per dire che è finita la stagione degli assegni a vuoto”, ha sottolineato Renzi rispondendo alle accuse, e si è poi soffermato sulla questione Ilva: “Noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini, la politica per anni non ha fatto il suo lavoro e stiamo facendo gli straordinari per recuperare. Ma ci vuole uno sforzo collettivo. Io mi prendo gli insulti ma mi sta a cuore che Taranto tenga insieme il sacrosanto diritto alla salute con il sacrosanto diritto al lavoro”.

Poi sottolinea che “con la Regione Puglia su Ilva abbiamo opinioni diverse, la linea del governo è quella espressa dal viceministro Bellanova”. La viceministro al Lavoro, Teresa Bellanova, poco prima aveva sottolineato come su Ilva “non c’è nessuna dilazione dei tempi e nessuna fuga di responsabilità” ma la volontà di coniugare gli aspetti dell’ambiente, della salute e del lavoro.

Proprio al lavoro il premier ha dedicato l’ultima parte del suo intervento. “Questa mattina l’Istat ha certificato un aumento dei posti di lavoro di 599mila unità da quando è in carica questo governo e il 75% sono a tempo indeterminato – ha affermato Renzi -. Il problema è che a Taranto questi numeri rischiano di suonare come una beffa. Allora nessuno deve considerare questo risultato come un traguardo”. L’obiettivo, ha concluso il premier, è allora quello di “far ripartire gli investimenti pubblici bloccati negli ultimi anni dalla politica dell’austerity”.

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Redazione
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