HomeLife&StyleDismenorrea: come ridurre i fastidiosi dolori mestruali

Dismenorrea: come ridurre i fastidiosi dolori mestruali

I dolori mestruali colpiscono gran parte della popolazione femminile e, se particolarmente intensi, mettono a dura prova la serenità quotidiana.

Cos’è la dismenorrea?

“Dismenorrea” è la denominazione medica relativa ai dolori mestruali. Si parla di dismenorrea primaria se questa non è riconducibile a cause particolari e di dismenorrea secondaria nei casi in cui è una conseguenza di patologie dell’apparato riproduttivo come endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini, infezioni o stenosi della cervice uterina. In alcuni casi si tratta di un disturbo lieve che può essere tenuto sotto controllo tramite appositi farmaci da banco, che riescono quindi ad alleviare i dolori mestruali forti. In altri casi invece crampi alla pancia, dolori alla schiena e alle gambe, mal di testa, nausea e altre manifestazioni caratteristiche del ciclo arrivano a compromettere le normali attività quotidiane. Ad essere colpite sono soprattutto le ragazze sotto i 20 anni, le donne con un ciclo abbondante o irregolare, le fumatrici, coloro che hanno avuto il menarca prima degli 11 anni e le donne le cui madri soffrivano di dismenorrea.

Congedo mestruale: lavori in corso

In virtù della debilitazione causata dalla dismenorrea, è al vaglio in Parlamento una proposta di legge di congedo mestruale che consentirebbe alle donne che soffrono di dismenorrea di rimanere a casa per un massimo di tre giorni al mese, in corrispondenza del ciclo. Norme simili esistono già in altri Paesi: il Giappone ad esempio si è dotato di una legge analoga già nel 1945, l’Indonesia dal 1948, in Corea del Sud e Taiwan è stato introdotto rispettivamente nel 2001 e 2013. Ma come funzionerebbe il congedo? Il congedo mestruale retribuito spetterebbe alle donne che dimostrano tale patologia esibendo un certificato medico, da rinnovare ogni anno entro il 31 dicembre e da presentare entro il 30 gennaio al datore di lavoro. A godere di tale tutela sarebbero le lavoratrici con contratti di lavoro subordinato o parasubordinato, a tempo indeterminato o determinato, che lavorino full time o part time sia nel settore privato sia nel pubblico; durante l’astensione dal lavoro è inoltre prevista la piena contribuzione e il 100% della retribuzione giornaliera.

Come alleviare i sintomi con l’alimentazione

Se i dolori imputabili a dismenorrea secondaria richiedono cure mirate per risolverne la causa sottostante, quelli riconducibili a dismenorrea primaria trovano beneficio anche in una dieta adeguata, oltre che nella terapia farmacologica. Per alleviare i crampi è infatti consigliata l’assunzione di cibi ricchi di vitamina B6 come cereali integrali, fagioli, noci, piselli, patate, spinaci e banane. Via libera anche a lenticchie, ceci, fagioli bianchi, soia e verdure a foglia verde in quanto alimenti ricchi di ferro, particolarmente indicati per quei giorni. Discorso analogo per il magnesio, contenuto in frutta secca e cioccolato, da preferire fondente, per via della minore percentuale di zucchero. I cibi dolci invece, insieme ai carboidrati semplici, andrebbero evitati in quanto tendono ad acuire i crampi. Tra gli altri alimenti sconsigliati troviamo i latticini, il caffè, il tè, i superalcolici e le bevande zuccherate, a causa della loro attività di riduzione dell’assorbimento del magnesio, e gli snack e altri alimenti ricchi di sodio in quanto comportano una maggiore ritenzione idrica, una delle cause dei dolori da ciclo. A questo proposito è bene ricordare di bere molta acqua: 8 bicchieri al giorno sono più che sufficienti per limitare i fastidiosi gonfiori tipici del periodo mestruale.

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