Istat: quasi 190mila italiani soffrono di sordocecità

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Secondo le rilevazioni dell’Istat, ad oggi in Italia vivono circa 190.000 cittadini affetti da sordocecità, una grave disabilità ancora sconosciuta per troppe persone. Non sono pochi infatti gli individui che non hanno mai sentito parlare di malattie congenite come la sindrome di Usher, una delle cause di questa disabilità pluri-sensoriale. Fra le altre cose, negli ultimi anni i dati raccolti hanno sottolineato una crescita piuttosto rapida della diffusione di questa condizione. Nonostante ciò, l’informazione risulta ancora più che inadeguata: il 33% dei cittadini italiani non sa in cosa consiste la sordocecità. Tale mancanza di conoscenza porta inevitabilmente all’inconsapevolezza di ciò che comporta questa grave forma di disabilità nella vita quotidiana di chi ne soffre.

 

Cos’è la sordocecità e quali sono le sue conseguenze?

La sordocecità, come il nome stesso suggerisce, è una condizione che priva parzialmente o completamente chi ne è colpito di due sensi vitali quali l’udito e la vista. Molti non sanno, però, che questa malattia comporta anche altre tipologie di disabilità: nel 50% dei casi infatti si accompagnano alla sordocecità delle forme di disabilità motorie e nel 40% dei casi emergono forme di disabilità intellettive, alle volte anche molto gravi e avanzate. A conti fatti, il 70% delle persone sordocieche non è autonomo e versa in gravi difficoltà se non ha il sostegno di un’altra persona in ogni momento della giornata. Non stupisce, dunque, che un’alta percentuale di questi individui ad oggi viva confinata nella propria abitazione, di fatto esclusa dalla società e impossibilitata a parteciparvi a causa di evidenti difficoltà comunicative. Per questo preciso motivo la sensibilizzazione su questo tema costituisce un passo doveroso per rendere noti questi disturbi e limitare gli ostacoli che chi ne soffre dovrà necessariamente affrontare.

 

Malattie plurisensoriali: l’importanza dei supporti esterni

Viste le gravi condizioni di isolamento che gravano sulle persone sordocieche, il lavoro svolto dalle Onlus appare importantissimo. È infatti necessario un intervento praticamente immediato, entro i primi mesi di vita dei bambini, per insegnare loro delle forme di comunicazione indispensabili per superare la disabilità sensoriale. Appare quindi prezioso in questo contesto il supporto esterno da parte di Onlus come la Lega del Filo d’Oro, che si occupa di diversi progetti per disabili. Grazie ad associazioni come questa è possibile prendere provvedimenti urgenti e necessari per il futuro del bimbo sordocieco, un’ammirevole missione umanitaria che gli eviterà l’isolamento e che permetterà di ridurre notevolmente le distanze e gli ostacoli che lo separano dal mondo esterno. Cosa includono questi progetti? L’insegnamento di forme di comunicazione come la LIS o la LIS tattile, insieme al Tadoma, per esempio, ma anche diversi trattamenti che consentono l’acquisizione di capacità motorie che saranno necessarie per raggiungere l’autonomia, seppur parziale.

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