HomeCronacaBancarotta fraudolenta Fse, interdetto un dirigente della Bnl

Bancarotta fraudolenta Fse, interdetto un dirigente della Bnl

Una grave condotta fraudolenta messa in atto da alcuni funzionari della Bnl avrebbero favorito l’ulteriore indebitamento delle Fse (Ferrovie Sud Est). Prosegue l’inchiesta della Procura di Bari sul crac economico della società di trasporti pugliese.

Ed una interdizione di 12 mesi è stata disposta nei confronti di Giuseppe Maria Pignataro, Responsabile Mercato Pubblica Amministrazione Direzione Centrale di BNL di Roma, che risulta tra gli indagati per l’accusa di bancarotta fraudolenta insieme con l’ex amministratore unico di Fse, Luigi Fiorillo, e altri funzionari Bnl in servizio presso la filiale di Bari, Fabio Ferretti, responsabile dei rapporti con Fse e Vito Colaprico, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione.

Il filone di indagine, che intende approfondire i legami tra la Banca e l’azienda, è stato affidato nuovamente ai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, e si inserisce nella struttura dell’inchiesta che tra gli altri ha portato agli arresti Luigi Fiorillo e altre dieci persone.

Quello che pare emergere dall’attività investigativa è una condotta dei funzionari dell’importante istituto di credito che avrebbe aggravato ulteriormente la situazione debitoria delle Ferrovie Sud Est attraverso la concessione di finanziamenti ingenti a fronte di una serie di garanzie di fatto non sussistenti, il mantenimento di linee di credito verso una società in forte dissesto e l’assenza controlli sull’utilizzo delle somme erogate.

A tutti gli indagati è stata notificata la contestazione dei reati di bancarotta fraudolenta impropria, per effetto di operazioni dolose e bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di Bnl, di fatto violando la par condicio creditorum e favorendo l’Istituto di credito nei rientri delle somme erogate in prestito a danno degli altri creditori Fse.

In buona sostanza i funzionari della Bnl avrebbero continuato ad erogare credito che l’ex amministratore Fiorillo avrebbe usato per sostenere ingenti e sproporzionate spese indebitando ulteriormente la società, portando ad un ulteriore collasso una situazione di impoverimento complessivo delle Fse e causando un grave pregiudizio non soltanto agli utenti, ma agli altri creditori ed, in buona sostanza, alla stessa società.

Per tutti  la Procura di Bari aveva chiesto il carcere mentre il gip, Alessandra Susca, ha ritenuto sufficiente il divieto per un anno di esercitare gli uffici direttivi in istituti operanti nel settore, in maniera da non poter inquinare le prove o reiterare il reato.

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Redazione
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