HomeCulturaFederica Fornabaio, talento pugliese

Federica Fornabaio, talento pugliese [Gallery]

Fa veramente piacere scoprire qualche volta degli artisti di casa nostra che abbiamo forse trascurato, e verso i quali è doveroso fare ammenda. E’ il caso di Federica Fornabaio, una bella ragazza nata ad Andria 33 anni fa, pianista, compositrice e direttrice d’orchestra. E’ un astro nascente della nostra scena musicale e si è affacciata sul palco del Teatro Forma, prima tappa di un minitour che la porterà il 6 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 15 al Blue Note di Milano, per presentare il suo ultimo cd “Unpeaceful”. Il disco, prodotto da Pasquale Minieri, è stato masterizzato nei leggendari studi di Abbey Road di Londra con la supervisione illustre di Andy Walter.

Federica si iscrive al corso di pianoforte all’età di sei anni presso la scuola “Chopin” di Andria. Terminata la preparazione, nel 2006 va alla corte di Luigi Einaudi per uno stage in musica da film. Di seguito realizza il progetto “Lafè du cafè”, grazie al quale vince nel 2008 il premio della critica al festival di Ghedi. L’anno dopo dirige a Sanremo l’orchestra per le canzoni di Marco Carta, che vince il Festival, e per Arisa, che vince nella categoria delle nuove proposte: Federica, a soli 24 anni, è la più giovane fra i direttori d’orchestra mai apparsi sul podio di Sanremo. Nel 2010 la rivista “What’s Up” la proclama miglior artista emergente. La ritroviamo successivamente finalista al Festival Internazionale del Cinema di Venezia e al British Film Industry di Londra. Ora svolge una intensa attività nella composizione di colonne sonore per cortometraggi e documentari anche per la RAI.

 

La musica di Federica Fornabaio percorre una strada che si divide fra classicismo e modernità, senza quelle caratteristiche di cantabilità care a Einaudi o a quegli excursus accattivanti propri di Allevi. E’ brava a superare i clichè del momento esplorando percorsi interiori che vive poi con passione nei brani che concepisce e scrive. Ogni composizione è un quadro, un momento di riflessione su un aspetto della vita quotidiana o di un episodio vissuto. Il tutto viene espresso con rara sensibilità, quella che non fa ricorso a virtuosismi e che anzi si qualifica proprio per questo: precisa e consapevole scelta di stupire senza presunzione e senza ricorrere a tecnicismi spesso sterili, ma solo con la musica.

“Camera a Nord” è un po’ un sunto della sua personalità in questo periodo della crescita artistica: tromba, violino, pianoforte creano un’atmosfera articolata e moderatamente gioiosa. Il pezzo, davvero pregevole dal punto di vista compositivo, è stato utilizzato per un videoclip girato in Islanda sullo spettacolo meraviglioso delle aurore boreali. Le sofferenze e i dolori si manifestano con la delicata e spaziale “Unpeaceful”, l’introspettiva “Northern Lights” dai tocchi leggeri e morbidi, la riflessiva “Romanza” per piano solo. Federica presenta i suoi brani e parla de “La solitudine dell’uomo”, quella di un feto a cui giungono in forma ovattata i suoni e i rumori della realtà esterna che non conosce; è una solitudine che si fa sofferenza e struggimento. E c’è poi “La bevitrice di assenzio” ispirato all’omonimo quadro di Degas: ci si interroga sui problemi e sul dramma della donna che cerca di annegare nell’assenzio i suoi problemi esistenziali. “L’ossessione del mare” è musica perfetta, lento, arioso, poi ripetitivo ma aperto a pennellature impressionistiche che dipingono scenari suggestivi. “Vento” consente qualche improvvisazione ai musicisti dell’ensemble.

Federica non nasconde le sue simpatie per Sakamoto, il quale, quando la pianista gli ha chiesto di poter suonare un suo componimento, l’ha invitata a sceglierlo: lei ha deciso per “Asience”. Non poteva mancare la splendida “First Gymnopedie” di Eik Satie tanto amata da tutti i pianisti dotati di finezza d’animo.

Si va inevitabilmente al bis: prima la “Merry Christmas mr. Lawrence” sempre di Sakamoto e poi un mix delle colonne sonore scritte da Nino Rota.

Il pubblico applaude, Federica esce di scena per poi rientrare subito dopo: nell’emozione ha dimenticato di presentare i musicisti che l’hanno accompagnata, una mini orchestra che lei ha anche diretto con la mano dalla sua postazione al pianoforte. Eccoli: Angelo Olivieri alla tromba, Roberto Izzo al violino, Giuseppe Tortora al violoncello, Stefano Corrias alla batteria.

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