Il centrodestra è in forte ascesa, mentre il Partito Democratico viene espugnato in ogni sua roccaforte in Toscana ed Emilia, perdendo feudi come Pisa, Massa e Siena. Ma ci sono pure Imola, passata al M5S dopo 70 anni di governi “rossi”, e Terni che dopo vent’anni vira a destra. Tranne che in Puglia, in gran parte del resto d’Italia i segnali politici sono evidentemente contrari al Pd.
Insomma queste urne appena chiuse per i ballottaggi nei Municipi sono state un profluvio di voti per lo schieramento di Governo, o dell’ex asse classico di centrodestra, ed un bagno di sangue per il tramortito partito del duo Renzi-Martina, sofferente ed incapace d’uscire dall’angolo.
L’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ne approfitta per spingere sulla sua idea di rottamazione del partito, lanciando il Fronte Repubblicano: “Una navigazione a vista sta portando il centrosinistra all’irrilevanza proprio quando l’Italia ne avrebbe più bisogno. Ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione. Allargare e coinvolgere su un nuovo manifesto. Andare oltre il Pd. Subito! #fronterepubblicano”
Ed il reggente Martina mette le mani avanti sull’idea di soffiare sul vento dell’estinzione: “Anche i risultati delle amministrative dimostrano che c’è stato un cambiamento radicale, ora bisogna lavorare per costruire tutto di noi e ripartire, c’è una nuova destra in campo aggressiva e radicata”.
Dopo le défaillance degli ultimi anni e lo schiaffo preso lo scorso 4 Marzo alle Politiche, i dem non riescono ancora a trovare una rotta efficace per ristabilire una propria identità ed una strada efficace d’opposizione o di alternativa. L’attenzione che l’esecutivo Lega-M5S riflette, e l’apprezzamento che ne deriva, pare avere disattivo il potere attrattivo dei partiti classici.
L’avvio attività è stato scintillante per i ruspanti Salvini – Di Maio, con il primo totale protagonista del momento, e probabilmente lo sarà per tutta l’estate in cui il tema sbarchi sarà preponderante. Inoltre c’è la sicurezza sulle spiagge, la lotta alla droga, e tanta carne al fuoco.
In autunno invece sarà la volta dell’eventuale protagonismo dell’alleato, in cui i temi sociali ed economici verranno sviscerati in maniera approfondita. Pensiamo ovviamente al reddito di cittadinanza, al superamento del Jobs Act, e la mai dimenticata riforma Fornero.
Partite in cui, se vogliamo anche metterci la cruciale Flat Tax, bisognerà intessere un altro braccio di ferro con Bruxelles, per le politiche di spesa in deficit, per i parametri di bilancio con gli investimenti di lungo raggio, e per tutto l’impianto dell’eurozona.
Una sfida importante, che ci farà dare il giudizio finale per la pagella di tenuta fede agli impegni.











