Direttiva per il Copyright torna in aula. L’editoria digitale tira un sospiro di sollievo

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La riforma europea del copyright è rinviata a settembre. Nella seduta odierna la plenaria ha respinto l’avvio dei negoziati con il Consiglio (318 no, 278 sì e 31 astenuti). Sarà quindi  la prossima plenaria di settembre a discutere il testo Direttiva per il Copyright nel mercato unico digitale.  A settembre però sarà battaglia, almeno così sembrerebbe, con ulteriori emendamenti da qui alla fine della legislatura.

Lega e Cinquestelle hanno espresso voto contrario mentre Forza Italia ha votato a favore e il Pd, anche se formalmente a favore, ha registrato diverse posizioni individuali contrari alla direttiva per il Copyright.

Cosa prevede l’attuale testo

Lo scorso 20 giugno, la Commissione giustizia del Parlamento europeo ha adottato gli articoli 11 e 13 della Direttiva per il Copyright  (quelli della discordia) con 13 voti a favore e 12 contrari. Il primo prevede l’obbligo di riconoscimento economico dei contenuti diffusi dalle piattaforme, mentre il secondo l’installazione di un «filtro» per impedire il caricamento online di materiale protetto da copyright.

Lo sciopero di Wikipedia

Nei giorni scorsi aveva attirato attenzione sulla questione lo “sciopero” di Wikipedia che per protesta contro la direttiva aveva pubblicato sul proprio sito una pagina all’insegna del “Se proclamata limiterà la libertà di internet“.

Dopo la votazione, l’enciclopedia del terzo millennio è tornata online.

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