Editoria digitale, l’Europa pronta a imbavagliare i giornali online con Direttiva sul Copyright

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Nella giornata di ieri, 20 giugno, la Commissione giustizia del Parlamento europeo ha adottato l’articolo 11 della Direttiva per il Copyright nel mercato unico digitale con 13 voti a favore e 12 contrari, sotto la direzione del relatore cristiano democratico Axel Voss. Il provvedimento ora dovrà arrivare in Parlamento e ci fosse l’approvazione definitiva, il Parlamento sarà pronto a cominciare le negoziazioni con il Consiglio già dopo l’estate.

Il provvedimento, noto anche come “neighbouring right”, stravolge le regole della presenza in internet per i piccoli editori digitali e ne peggiora la posizione. Nonostante le forti critiche della stampa online e i molteplici tentativi di dialogo con le diverse forze politiche.

Il negoziato potrebbe durare almeno un anno prima di arrivare alla Direttiva vera e propria e i primi effetti potrebbero arrivare tra qualche anno.

A pagare il prezzo salato di questo provvedimento certamente gli editori e i loro progetti editoriali che vivono grazie alla viralità dei contenuti, al “peer to peer”, alla condivisione sui social dei propri lettori e per questo potrebbero in breve tempo essere in pratica oscurati. Pagheranno dazio anche i lettori e quindi la libertà d’informazione che nell’incertezza se pagare o meno per la lettura quotidiana ridurranno il numero di contenuti letti.

«Il “neighbouring right”, introdotto attraverso l’adozione dell’articolo 11 della Direttiva sul Diritto d’autore nel mercato unico digitale,obbligherà chi condivide/linka/riproduce contenuti editoriali a remunerare chi li ha prodotti. Tale misura, sbilanciando le regole di mercato e penalizzando gli aggregatori di notizie, avrà effetti devastanti sui nostri modelli di business e sulla libertà di informazione in senso ampio», spiegaMatteo Rainisio, vicepresidente di ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online. «Questo risultato delude profondamente noi e tutta la stampa digitale online sia italiana che europea. Anso, insieme con la Coalizione degli Editori Digitali Europei, si era già espressa contro questa riforma durante tutto il procedimento legislativo, iniziato nel 2015. Abbiamo cercato il dialogo con la Commissione Europea prima e con il Parlamento Europeo poi, sperando in una loro apertura a soluzioni più ragionevoli e digital-friendly. Siamo profondamente rammaricati che la nostra voce non sia stata ascoltata».

Conclude Rainisio: «Speriamo che la Plenaria riconsideri la decisione della Commissione giustizia e prenda in considerazione i molti fatti e le numerose prove concrete che testimoniano l’inefficacia del “neighbouring right”. Supportiamo la decisione di contestare tale posizione in Plenaria e continueremo ad offrire la nostra conoscenza del settore attraverso una opposizione costruttiva, ma decisa».

La decisione della Commissione giustizia non è definitiva ma, poco ci manca. Il Parlamento ha già votato il mandato al “trilogo”, ovvero i negoziati tra Commissione e Consiglio. Solo se 75 deputati chiederanno una nuova valutazione e/o revisione, si ripasserà in Plenaria nella sessione di luglio.

Insomma, le speranze degli editori digitali, soprattutto i piccoli, e dei lettori, sono tutte affidate a Julia Reda, eurodeputata e rappresentante del Partito dei Pirati, da sempre contraria al “neighbouring right”. Si spera infatti che la giovane deputata tedesca riesca a trovare un numero sufficiente di colleghi per poter ridiscutere questo provvedimento.

 

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Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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