E’ arrivato nella giornata di ieri il “No” del Consiglio dei Ministri alla la legge della Regione Puglia 27/2018 sugli obblighi di vaccinazione degli operatori sanitari che è, quindi, stata impugnata di fronte alla Corte Costituzionale per un presunto difetto di competenza a legiferare nella materia.
“La legge in oggetto – si legge in un comunicato del Consiglio dei Ministri – imponendo obblighi di vaccinazione, eccede dalle competenze regionali e interviene in un ambito nel quale sono prevalenti gli aspetti ascrivibili ai principi fondamentali in materia di tutela della salute e di profilassi internazionale, riservati alle competenze legislative dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma terzo, e comma secondo, lettera q), della Costituzione, ledendo altresì il principio di eguaglianza, nonché il principio della riserva di legge in materia di trattamenti sanitari di cui agli artt. 3 e 32 della Costituzione”.
Ma dalla Regione Puglia non ci stanno, e scoppia la polemica politica. A muso duro, anzi durissimo, i consiglieri regionali del Partito Democratico che in una nota definiscono il Governo “aguzzini del popolo”.
Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia in un comunicato stampa scrivono che “d’ora in poi sui vaccini chi tace è complice. Deve diventare la battaglia dei medici, dei giuristi e dei politici avveduti contro gli aguzzini del popolo. Per questo invitiamo gli ordini dei medici, degli avvocati e le diverse società scientifiche a prendere posizione contro l’ignobile proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale e l’impugnazione della legge pugliese sulle vaccinazioni degli operatori sanitari”.
“Non si può tacere o far finta di niente – continuano i consiglieri regionali pugliesi – anche perché è una violenza fuori misura, inflitta al popolo quella che, in nome di un malinteso senso della libertà, riduce la politica di prevenzione su malattie note, nelle stesse ore in cui nei laboratori universitari si studiano le nuove e gravi malattie portate da nuovi e pericolosissimi vettori animali. È inoltre importante che il Pd nazionale e pugliese – sottolineano gli esponenti del partito in Consiglio regionale – si svegli dal torpore in cui è caduto dopo il 4 marzo e avvii, tanto per cominciare, una straordinaria campagna di comunicazione, città per città, sui rischi di questo nuovo medioevo, che è destinato a sfregiare nella salute il popolo e la parte più debole di esso”.
Ai consiglieri del Pd, definendoli autori di una vera e propria “guerra di religione” risponde però Ignazio Zullo, capogruppo di Direzione Italia in Consiglio Regionale. E’ lui che prova a riportare il discorso su binari più tecnici, provando a spiegare i motivi del ricorso.
“Vedo alcuni colleghi promuovere una crociata pro vax per contrastare tendenze no vax. A loro dico che il tema delle vaccinazioni, se affrontato in questo modo, produrrà ancor più confusioni e smarrimenti nei genitori. Iniziamo con il distinguere gli eventi che si sono accavallati in queste ore: da una parte attraverso il decreto milleproroghe si fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale dell’infanzia per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi e dall’altra l’impugnativa del Governo dinnanzi alla Corte Costituzionale della Legge Regionale Pugliese che impone l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari”.
“Per quanto mi riguarda, l’impugnativa del Governo non ha nulla di politico ma riveste carattere tecnico-giuridico ed è un’impugnativa sacrosanta in quanto la Legge Regionale votata dai consiglieri che oggi promuovono la crociata è in contrasto con l’art. 32 e l’art. 117 della Costituzione poichè la potestà di legiferare sui LEA e sui trattamenti sanitari obbligatori appartiene allo Stato e non alle Regioni.”
“Quanto alla proroga – commenta Zullo – non la condivido ma occorre fare delle valutazioni politiche: è frutto del furore ideologico o è una necessità dei genitori che molto spesso ( ed in Puglia è così) hanno difficoltà a vaccinare i bambini per carenze, inefficienze, strutture inadeguate e carenze di personale? E come sono organizzati i servizi per informare, dissipare dubbi, eliminare paure e falsi pregiudizi? La pena della mancata vaccinazione per colpa dei genitori o dei servizi è in capo al bambino che non è accettato nelle scuole o nei nidi. E può un bambino soffrire interruzioni del percorso didattico-educativo per colpa degli adulti? Tutte domande che pretendono risposte e non guerre di religione. Da medico igienista e medico militare sono stato un vaccinatore a tutto spiano e sono e resto pro-vaccini ma non per questo faccio una battaglia “contro gli aguzzini del popolo” -che brutta espressione, più populistica dell’intero mondo populistico di Grillo”.











