HomeEconomia & SviluppoIlva, in stand-by il tavolo ministeriale. Di Maio: "Servono passi in avanti"

Ilva, in stand-by il tavolo ministeriale. Di Maio: “Servono passi in avanti”

Arcelor Mittal deve e superare il piano che aveva deciso con il precedente ministro Carlo Calenda e che “manda a casa 3 mila persone. Al momento però da Arcelor Mittal non ci sono passi avanti” ed un nuovo tavolo potrà essere convocato soltanto se verrà fatto un passo in avanti dal punto di vista dell’offerta degli acquirenti dell’Ilva.

Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, al termine dell’incontro di ieri pomeriggio al Mise sull’Ilva con azienda e sindacati, aggiungendo che una riconvocazione del tavolo con i sindacati potrebbe essere possibile già in settimana ma che “senza una offerta migliorativa del piano occupazionale” non ci sarà una nuova convocazione. Perché “non ha senso rivederci se si prevedono 10.000 assunti su oltre 13.500 e tutti gli altri che devono restare a carico dello Stato”.

Nel frattempo prosegue anche la valutazione dell’annullamento della gara che ha portato ArcelorMittal all’acquisto dell’Ilva. Di Maio ha confermato che è stata inviata all’Avvocatura dello Stato una richiesta di parere nel merito sull’argomento.

Un tavolo, quello di ieri pomeriggio, che ha visto di fronte ArcelorMittal, il ministro Di Maio ed i sindacati, con questi ultimi due soggetto che non sono rimasti affatto soddisfatti dagli impegni portati al tavolo dalla nuova proprietà, soprattutto sui livelli occupazionali.

Ma il tempo a disposizione per trovare un accordo è sempre meno. Le casse sono quasi vuote, ed il commissariamento straordinario finirà a metà settembre.

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Redazione
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