Braccianti morti: identificate tutte le 12 vittime

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Che si tratti di sfruttamento del lavoro e del criminoso fenomeno del caporalato ci sono pochi dubbi. Ma una cosa è conoscere il fenomeno, altro è far rispettare le regole ad una filiera complessiva fin troppo spesso complice, connivente o semplicemente tollerante con queste situazioni.

E si badi bene, il caporalato non colpisce soltanto migranti o clandestini africani. Ci sono centinaia di italiani che ogni giorno vengono trasportati stipati in carri e furgoni nei campi di pomodoro, nelle vigne e negli uliveti di tutta la Puglia (e non solo), troppo spesso nel silenzio generale di chi fa finta di nulla, o si gira dall’altro lato. O peggio ancora fa finta di indignarsi sui social, salvo poi comprare sottocosto i prodotti della terra.

Una filiera marcia, fatta di sfruttamento del lavoro e di illegalità, che porta spesso a prezzi stracciati, a grandi offerte, a convenienze economiche e a facili guadagni per tutti (tranne, ovviamente, per chi ci mette il sudore ed il lavoro).

Intanto sono state tutte identificate le vittime dell’incidente stradale in cui lunedì scorso sono morti 12 braccianti agricoli stranieri in provincia di Foggia. Le prime sette vittime erano state identificate dai documenti, per le altre si è risaliti all’identità dalle impronte digitali.

Sono tutti braccianti africani. I primi identificati lavoravano per un’azienda del Molise che è stata sottoposta a controlli, e ora gli inquirenti stanno verificando se anche le altre vittime lavorassero per la stessa impresa. Il giorno dell’incidente i braccianti viaggiavano nel retro di un furgone che ha invaso la carreggiata opposta scontrandosi frontalmente con un tir: nell’impatto è morto anche il conducente del furgone, un cittadino marocchino, mentre due braccianti sono rimasti feriti.

Per accertare tutta la dinamica dell’incidente la Procura di Foggia ha aperto una inchiesta in cui risulta indagato l’autista del tir, per il quale sembra si possano escludere responsabilità.

In piedi anche una seconda inchiesta, con l’ipotesi di reato di caporalato. Al momento senza indagati, ma si sta allargando l’azione degli inquirenti e l’attenzione sulle imprese che, tra Puglia e Molise, davano e danno lavoro a braccianti agricoli.

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Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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