Xylella, l’infezione avanza, e così anche i tentativi di combatterla. Con l’aggiornamento della nuova mappatura regionale in Puglia entrano in vigore le nuove delimitazioni territoriali in base alle necessità di contrasto ed eradicazione.
A spostare verso nord i confini delle aree infette e di quelle a rischio e cuscinetto era stata l’Unione Europea nello scorso mese di giugno. Adesso l’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha provveduto ad aggiornare la delimitazione delle zone con l’elenco dei comuni e dei fogli di mappa catastali.
Questo aggiornamento significa, in buona sostanza, un inasprimento delle azioni di contrasto al batterio e la possibilità di nuovo procedimenti tecnici ed amministrativi a cui i proprietari dei terreni e degli alberi coinvolti dovranno “tempestivamente” dare compimento “al fine di non inficiare l’azione globale di contrasto al batterio”.
L’atto dirigenziale prevede all’interno del perimetro della zona infetta, oltre agli interi territori provinciali di Lecce e Brindisi, anche il comune di Locorotondo (Ba) e 22 comuni in provincia di Taranto per l’intero territorio comunale.
Rientrano nella zona di contenimento i Comuni di Locorotondo (Ba), Fasano e Cisternino in provincia di Brindisi.
Per i comuni brindisini di Ceglie Messapica e Ostuni, la localizzazione dei fondi in zona di contenimento o infetta varia a seconda del foglio di mappa. Stessa cosa per comuni della Provincia di Taranto: Grottaglie, Monteiasi, San Giorgio Ionico, Faggiano, Martina Franca, Leporano e Taranto.
Rientrano invece con l’intero territorio comunale in zona di contenimento i comuni tarantini di Crispiano, Montemesola e Statte.
LE ZONE CUSCINETTO
Per tenere sotto controllo l’area e il vettore, la nuova zona cuscinetto è stata così rideterminata: Massafra (Ta) e Alberobello (Ba) vi ricadono per l’intero territorio comunale. Vi ricadono parzialmente i comuni tarantini di Palagiano e Mottola e quelli baresi di Castellana Grotte, Monopoli, Putignano e Noci.
Al momento la nuova zona è indenne ma c’è il divieto di movimentare piante specificate al di fuori dell’area delimitata, e l’obbligo di lavorazione dei terreni nel periodo marzo-aprile.











