Se n’era discusso nei mesi precedenti e adesso pare siamo arrivati al dunque: “Si va verso le chiusure festive e domenica con possibilità di alcune deroghe che saranno definite nelle prossime settimane”. In commissione Attività Produttive è pronto il ddl che cancellerà la liberalizzazione delle aperture voluta dall’esecutivo Monti, in merito a negozi e centri commerciali.
Il punto è che, il settore delle vendite, non dev’essere paragonabile a quello medico, dove gli operatori in turnazione debbono essere reperibili h24 per garantire la continuità. Non vi è la necessità di “costringere” gli addetti dei negozi a lavorare nelle varie festività del Paese e la domenica in generale.
Tolto il buon gusto di ripristinare la gita fuori città, la visita dei parchi, borghi, volontariato, attività di promozione sociale, e qualsiasi cosa sia spronata dai desideri soggettivi, da tempo sul banco degli imputati c’è stata la lamentela degli impiegati, per i quali non erano nemmeno riconosciuti forti incrementi retributivi nei rossi da calendario. Il tutto a detrimento della qualità della vita.
Il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Marco Dell’Orco ha precisato l’intento dell’esecutivo: “Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti distrutti dalla grande distribuzione. Una battaglia iniziata nel 2013 che finalmente prende forme definite”.
Positivamente si esprime anche Confesercenti: “Fondamentale è passare dalla deregulation totale a un minimo di regolamentazione per correggere una distorsione che ha compresso i diritti di piccoli imprenditori e di lavoratori senza alcun vero vantaggio per economia ed occupazione, visto che ha causato indirettamente la chiusura di almeno 50mila negozi. La proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti con Cei, è in Parlamento ormai dal 2013: ci auguriamo che, dopo cinque anni, i 150mila firmatari abbiano finalmente una risposta”.











