Raee, 10 consigli utili su come riciclare i rifiuti elettronici

0

Lampade a Led, tubi al neon, piccoli e grandi elettrodomestici, adattatori e cavi, sorgenti luminose a risparmio energetico e apparecchi di illuminazione. Sono oggetti presenti in tutte le case che, una volta esauriti o non più funzionanti, diventano Raee, ovvero Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e devono essere raccolti e smaltiti secondo regole ben precise.

I RAEE costituiscono un enorme problema per l’ambiente, poiché possono contenere sostanze tossiche e non biodegradabili, che li rendono inadatti alle discariche e ai termovalorizzatori. Sono rifiuti composti anche da vetro e metalli come rame, ferro, acciaio, alluminio, argento, oro, piombo, materiali totalmente recuperabili. Questo tipo particolare di rifiuti devono essere trattati solo in appositi impianti autorizzati. Dove vengono messi in sicurezza o bonificati (asportazione dei componenti pericolosi) e trattati: smontati e dissemblati fino a ottenere le singole materie che li componevano.

Le normative vigenti relative allo smaltimento dei RAEE sono molto rigide, stabiliscono, inoltre, vincoli (es. conferimento solo ai soggetti autorizzati) e sanzioni per dismettere le apparecchiature elettriche ed elettroniche di proprietà delle aziende.

I Raee sono diversi tra di loro e di diversi tipi. Ivi compresi tutti una serie di nuovi prodotti, come multiprese, hoverboard, bici elettriche e chiavette Usb, che dal 15 agosto di quest’anno sono soggetti a riciclo a seguito dell’introduzione dell’Open Scope, il cosiddetto campo aperto di applicazione.

Si tratta di rifiuti che possono e devono essere trattati attraverso un’adeguata raccolta differenziata. Se smaltiti correttamente, infatti, permettono di recuperare e reimpiegare almeno il 90% dei materiali di cui sono composti.

Ecco alcuni consigli del Consorzio Ecolamp su come riciclare i Raee che troviamo nelle nostre abitazioni.

1. Cosa sono i Raee?

La sigla Raee significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: si tratta in pratica di quei prodotti che per funzionare devono essere alimentati dalla corrente elettrica o da campi elettromagnetici e che, ad un certo punto, decidiamo di buttare via. Su questi prodotti, inoltre, è presente il simbolo del bidone barrato che indica che possono essere riciclati e quindi inseriti nella raccolta differenziata.

2. I Raee sono tutti uguali?

In base alle loro caratteristiche, i Raee si dividono in diverse categorie a cui corrispondono, nei centri di raccolta, contenitori specifici. Quando decidiamo di buttarli, dobbiamo fare attenzione a suddividerli nei giusti contenitori così da consentirne il riciclo più corretto ed efficace. Sono suddivisi in raggruppamenti: R1 – freddo e clima (frigoriferi, condizionatori e scalda-acqua) R2 – grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura, etc…) R3 – tv e monitor R4 – piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione, cellulari e altro R5 – sorgenti luminose.

3. Quali sono i Raee che troviamo a casa?

Possiamo trovarli in ogni stanza della casa, perché per la maggior parte sono oggetti di uso quotidiano, come lampadine, radio, monitor, telefonini, console di gioco, phon, spazzolini elettrici, frullatori, frigoriferi, condizionatori, ciabatte multiple, bici elettriche e chiavette Usb. E più in generale tutti quegli apparecchi che per funzionare dipendono da corrente elettrica o batterie.

4. Ci sono esclusioni?

In realtà ci sono alcune esclusioni ma, a parte le lampadine a incandescenza, nulla di rilevante per la raccolta differenziata all’interno delle nostre case. Si parla infatti di apparecchiature di uso militare, apparecchiature destinate ad essere inviate nello spazio, dispositivi medici che possono essere infetti o altre apparecchiature di grandi dimensioni o ad uso prevalentemente professionale.

5. Cosa fare per buttare i Raee?

Prima di tutto, dobbiamo tenerli da parte e non confonderli con gli altri rifiuti domestici. Una volta raccolti, possiamo portarli nelle isole ecologiche comunali, dove si trovano speciali contenitori che permettono di avviare i rifiuti a corretto riciclo.

I Raee possono essere anche consegnati in tutti i negozi che vendono articoli elettrici ed elettronici, quindi non solo i punti vendita specializzati ma anche, ad esempio, i supermercati, con due modalità: acquistando un nuovo prodotto equivalente per ogni rifiuto consegnato (1contro1), oppure portando il rifiuto nei grandi punti vendita della distribuzione senza alcun obbligo di acquisto (1contro0). Questa seconda modalità vale, però, solo per i Raee di lunghezza inferiore ai 25 cm, come ad esempio lampadine, rasoi elettrici e telefonini.

6. Che cosa non bisogna fare? 

Non dobbiamo gettare i rifiuti elettrici ed elettronici nel sacco nero insieme ai rifiuti indifferenziati. Dobbiamo anche fare attenzione a non mescolarli con altri rifiuti, come la plastica o il vetro, e non dobbiamo dimenticarli in cantina. È molto importante portarli nei centri di raccolta perché significa contribuire a rimettere in circolo materiali importanti che potrebbero essere riutilizzati.

7. Cosa succede dopo lo smaltimento?

Una volta gettati, i consorzi come Ecolamp si occupano di gestire il trasporto dei Raee con appositi mezzi dai centri di raccolta agli impianti di trattamento. Qui, speciali macchinari permettono di ricavare e separare i diversi materiali di cui questi rifiuti sono composti, trasformandoli in risorse.

8. Ci sono vantaggi?

I rifiuti possono trasformarsi in importanti risorse e smaltirli correttamente aiuta a preservare l’ambiente. Molti degli apparecchi elettrici ed elettronici, infatti, contengono sostanze inquinanti, come il mercurio delle lampadine fluorescenti, che negli impianti di riciclo dei Raee vengono separati e smaltiti in sicurezza. Non solo. Dal corretto trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, si possono recuperare materie prime da utilizzare in nuove produzioni, come metallo, plastica, vetro, schede elettroniche o motori.

9. Da quando esiste la raccolta dei Raee?

La raccolta differenziata e il riciclo della Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono stati introdotti dall’Unione Europea all’inizio del 2003, mentre in Italia il sistema di riciclo dei Raee è stato introdotto con un provvedimento del 2005 e ha cominciato ad essere operativo nel 2008.

Condividi
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Rispondi