La giustizia penale di Bari riprende, lentamente, a camminare, ma a singhiozzo e con tanti problemi. Nella giornata di ieri, infatti, è scaduta la sospensione dei termini imposta dal decreto legge del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e quindi ricomincia a decorrere la prescrizione, ma i processi ancora non sono ricominciati secondo il calendario ed i ritmi necessari.
La sede, infatti, non è ancora pronta e le decine di migliaia di notifiche per gli 8.500 processi sospesi per legge dopo la dichiarazione di inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz e la conseguente ordinanza di sgombero prima della decisione di trovare un’altra sede per le Aule e gli Uffici del Tribunale penale del capoluogo pugliese stanno partendo in questi giorni.
Prima di altro 30/40 giorni difficilmente si vedranno udienze nella sede temporanea di Modugno, luogo di discussione delle cause penali fino al completamento dei lavori e del trasferimento nella nuova sede dell’ex palazzo Telecom di Poggiofranco a Bari.
L’unica effettiva novità che i processi per direttissima verranno svolti direttamente a Modugno e non più nel palazzo di via Enrico De Nicola, in una sede tanto provvisoria quanto inadeguata.
“Ci sono circa 11mila processi prendenti”, spiega il giudice Marco Guida, presidente della prima sezione penale.
“Come volevasi dimostrare, scaduta la sospensione dei tempi di prescrizione dei reati prevista dal decreto Bonafede, l’amministrazione della giustizia a Bari è ancora bloccata. Siamo stati facili profeti di un disastro annunciato e aggravato dall’indifferenza del Ministro”. Lo dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia a Bari e provincia Francesco Paolo Sisto.
“Siamo di fronte ad un inadempimento palese delle promesse fatte: Bonafede si conferma ‘tutto chiacchiere e distintivo’. Bari e i baresi continuano ad essere mortificati dalla incompetenza e dal pressapochismo del ministro grillino”, conclude.











