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Ilva, parte la fase dell’esodo incentivato: fino a 100mila euro lordi a chi lascia

Dopo gli accordi si passa alla fase operativa: nei prossimi giorni i lavoratori riceveranno tramite il portale My Ilva il modulo di adesione all’esodo volontario con incentivo economico a scalare, fino al 31 dicembre 2023.  Chi andrà via già da gennaio potrà usufruire di una buonuscita di 100mila euro lordi.

Nel confronto odierno a Roma tra l’Ilva in amministrazione straordinaria e i segretari territoriali Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo ed esodo volontario con incentivo.

 

Chi e come potrà usufruire dell’esodo incentivato

Potranno accedere all’esodo non più di 3.097 lavoratori anche nei limiti degli esuberi previsti sito per sito per Taranto, Genova, Novi Ligure, Marghera. Il modulo di adesione dovrà essere consegnato alla direzione aziendale dal dipendente interessato a mano o tramite mail con l’ausilio delle Rsu o attraverso raccomandata.

“Chi è interessato a lasciare il lavoro in Ilva anzitempo dietro indennizzo -spiega Valerio D’Alò, segretario Fim Cisl Taranto- può presentare specifica domanda alla direzione del proprio stabilimento. Dopodiché la somma va a decrescere. Riceverà dall’azienda un modulo che deve compilare e firmare. Il pagamento dell’indennizzo avverrà in una soluzione unica nei termini previsti dalla legge 223”.

Il budget complessivo per questa operazione sarà di 250 milioni, risorse a carico dell’amministrazione straordinaria che le preleverà dal canone di fitto che Mittal si è impegnato a versare all’amministrazione straordinaria in base al contratto stipulato a giugno 2017 dopo la conclusione della gara di aggiudicazione.

Il canone è pari a 180 milioni annui da versare in rate trimestrali mentre per l’acquisto di Ilva Mittal verserà 1,8 miliardi; il totale investimenti messo in programma su Taranto, tra parte industriale e parte ambientale, supera i 2 miliardi di euro.

Le nuove assunzioni

L’accordo con il governo prevede da parte di ArcelorMittal 10.700 assunzioni di cui 8.200 nel sito di Taranto. Il reclutamento potrà essere di due tipi: assunzioni dirette che Mittal effettuerà e la proposta di assunzione che la multinazionale si è impegnata a fare per coloro che, restando con l’amministrazione straordinaria e in cassa integrazione, alla fine del percorso rappresentato dell’attuazione del piano ambientale e di quello industriale, dopo agosto 2023 dovessero rischiare di restare disoccupati.

Attualmente tutta la forza organica è di circa 13.500 addetti di cui 10.826 a Taranto. Gli nel capoluogo ionico dovrebbe essere pari a 2.586 unità.

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Fabio Paparella
Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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