Equilibri instabili di Governo. Questa volta a far discutere (rectius litigare) i due pilastri del Governo Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è la questione termovalorizzatori, con repliche e contro repliche sono andate avanti per tutta la giornata.
“Bisogna capire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia” dice il vicepremier Salvini in visita a Napoli parlando della possibile emergenza che scatterà a metà gennaio quando l’unico impianto campano, quello di Acerra, andrà in manutenzione e lavorerà a ritmo ridotto.
La risposta arriva poco dopo a stretto giro di conferenza stampa. Di Maio non cita Salvini, ma anche i sassi hanno capito che il diretto interlocutore delle parole del vicepremier è il suo collega di Governo.
“La terra dei fuochi — scrive — è un disastro legato ai rifiuti industriali, provenienti da tutta Italia. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di governo”.
Una linea su cui c’è anche Sergio Costa, il generale che proprio Di Maio ha voluto come ministro dell’Ambiente: “Quando arriva l’inceneritore o il termovalorizzatore il ciclo dei rifiuti è fallito”.
Ed è Roberto Fico, presidente della Camera ed esponente campano del M5S che rincara la dose: “Mai più inceneritori, da Salvini uno schiaffo a Napoli e alla Campania”.
Ma cosa bisogna fare dei rifiuti? Salvini risponde a tono: “Io sono per costruire e non per i no, perché i con i no non si va da nessuna parte. Questo vale soprattutto per gli enti locali, penso a tutti quei sindaci e alla stessa Regione Campania che ha sempre detto no, no, no e i rifiuti cosa facciamo? Li facciamo gestire alla camorra?”.
Sulla questione è intervenuto anche Raffaele Fitto, che sottolinea come “la gestione dei rifiuti è l’ennesima dimostrazione che un partito di centrodestra, la Lega, non può governare il Paese insieme a un partito, il Movimento 5 Stelle, che fa della demagogia e dell’ipocrisia il suo tratto distintivo”.
“E’ evidente che sugli inceneritori vi è non solo ignoranza, ma incompetenza e pregiudizio. E’ proprio la loro assenza nel Sud, in Campania come in Puglia solo per citare due regioni, la causa di un vero e proprio disastro, anche ambientale oltre che gestionale, mentre i rifiuti del Sud continuano a viaggiare verso gli inceneritori del Nord. Un paradosso, un’assurdità!”
“In Puglia – sottolinea Fitto – sono 13 anni che il Ciclo dei Rifiuti non è completato e la situazione sull’orlo del precipizio, anzi sull’orlo di discariche stracolme. E’ arrivato il momento di aprire una seria riflessione: da dove si è partiti e cosa non è stato fatto o peggio distrutto in questi anni, perché i pugliesi hanno il diritto di sapere chi sono i responsabili di questo disastro”.











