Lo stato di avanzamento delle procedure per l’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) è stato oggetto delle audizioni della IV commissione consiliare. Su richiesta dello stesso presidente, Donato Pentassuglia e del consigliere Gianni Liviano, alla seduta sono intervenuti l’assessore alle Attività Produttive Mino Borraccino e il componente della task force regionale Federico Pirro.
Confermato l’impegno e la volontà da parte della Regione di portare a termine celermente il lungo e complesso iter procedurale per entrambe le Zes, Borraccino, in riferimento all’area Jonica, ha precisato che la Puglia ha presentato il proprio Piano strategico e che a breve risponderà alle osservazioni del Ministero, dopodiché si procederà ad integrare i due piani in modo da produrre un unico modello di governance.
In fase più arretrata invece l’iter relativo alla Zes adriatica, poiché la Regione Molise non ha ancora ultimato la predisposizione del proprio Piano. L’assessore però intende sfruttare questo ritardo per svolgere una serie di incontri in cui esaminare le osservazioni del Ministero.
I commissari presenti, tra cui Enzo Colonna e Domenico Damascelli, hanno ribadito la necessità di chiudere la fase progettuale al più presto, chiedendo inoltre di verificare se Comuni abbiano effettuato un censimento delle aree libere e dunque disponibili per essere occupate da nuove aziende, mentre Marco Galante ha puntato l’attenzione sulla mancanza di una chiara indicazione delle attività soggette ad agevolazioni. Da Ruggiero Mennea invece l’invito ad avviare contemporaneamente le due Zes, preoccupandosi sin da ora di individuare il soggetto che dovrà occuparsi della fase attuativa.
Su quest’ultimo aspetto è intervenuto Pirro, segnalando alcune delle criticità riscontrate, a partire dalla debolezza normativa riguardante il Comitato di indirizzo che dovrà occuparsi della fase attuativa, dove è necessario un forte e visibile presenza dei rappresentanti regionali che garantiscano il contatto con i territori. Altra questione riguarda le risorse necessarie a realizzare infrastrutture in zone confinanti alle aree portuali e ricomprese nelle Zes, per le quali però il Governo non ha fornito alcuna indicazione.











