Bohemian Rhapsody, Freddie i Queen e la grande musica al Cinema

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Bohemian Rhapsody, i Queen, Freddie Mercury e la musica. La grande musica.

Un film dalla lunga gestazione e dai mille problemi, dal cambio del protagonista (in un primo momento era stato chiamato Sacha Baron Cohen a dover ricoprire il ruolo difficile ed affascinante di Freddie Mercury, prima dell’arrvo di Rami Malek), alcune incongruenze e scarti temporali che i veri appassionati ed esperti della storia musicale di uno dei gruppi più famosi e conosciuti degli ultimi quarant’anni non ha mancato di notare immediatamente.

Una storia a volte ricostruita, a volte con tagli e buchi temporali, spesso non troppo fedele alla realtà e che ha reso solo parzialmente soddisfatti i fan che, però, in questi giorni stanno affollando i cinema di tutto il mondo.

Ed infatti Bohemian Rhapsody è un film che si lascia vedere con molta partecipazione, incentrato (e non poteva essere altrimenti) sul grande performer dei Queen e sul suo tormento artistico e personale, anche se continuamente si cerca di far tornare l’obiettivo sul gruppo e sui protagonisti della band.

Rami Malek, Gwilym Lee, Ben Hardy e Joe Mazzello interpretano rispettivamente Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon; Lucy Boynton veste i panni (molto delicata e mai banale la sua interpretazione) di Mary Austin, compagna di vita di Freddie.

Una pellicola che si incentra e si conclude su uno dei momenti di massimo splendore dei Queen, con la partecipazione (fedelmente riprodotta nella parte musicale, meno fedelmente nella parte storica e dei rapporti tra i protagonisti della band inglese) al Live-Aid del 13 luglio 1985 nello stadio di Wembley a Londra.

L’evento venne organizzato da Bob Geldof con lo scopo di raccogliere fondi e donazioni per alleviare la carestia in Etiopia ed è diventato uno dei più grandi eventi rock della storia, caratterizzando gli anni ottanta.

Bohemian Rhapdosy racconta la nascita e la crescita dei Queen, racconta della magia musciale ed artistica che ha legato Farrock Bulsara, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Voce e pianoforte, chitarra elettrica, batteria e basso che a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’90 hanno regalato emozioni e pietre miliari della storia della musica a milioni di fans in tutto il mondo.

E poi la vita privata di Freddie Mercury, l’Aids, la bisessualità, gli amori ed i tormenti di un ragazzo sinti che è stato capace di percorrere tutta la scalinata della gloria musicale, fino a conquistarsi un posto tra i grandi immortali.

Ammalatosi di AIDS, sviluppò a causa di ciò una grave broncopolmonite che lo portò alla morte il 24 novembre del 1991, sopravvenuta a soli 45 anni di età il giorno seguente alla pubblica dichiarazione del suo grave stato di salute. Un evento che sconvolse e lascio di sasso tutti i suoi fans.

E chissà cos’altro avrebbe potuto immaginare e comporre un genio come Freddie. Il film lascia questo interrogativo nello spettatore, portandolo in una storia musicale in crescendo che trova una straordinaria colonna sonora con brani del calibro di “Fat Bottomed Girls”, “Love of my life”, “Hammer to Fall”, “We Will Rock You”, “Another One Bites The Dust”, “I Want To Break Free” e, naturalmente, la grandissima “Bohemian Rhapsody” che da il titolo al film e ne è colonna portante.

Il rock è in tutto il film, a cominciare dalla Fanfara di apertura della 20th Century Fox riscritta e suonata per l’occasione da May e Taylor.

Bohemian Rhapdosy è un film da non perdere per tutti, per chi conosce i Queen e per chi è troppo giovane (sfortunato lui) per essere stato spettatore di un grande gruppo rock. Tralasciando qualche imperfezione nella ricostruzione ed un finale che, naturalmente, affida alle parole di “The Show must go On” una parte della storia non raccontata con le immagini ma soltanto con le parole e la musica. Come è giusto che sia.

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