Pd: dopo l’uscita di Emiliano, ecco le ipotesi in campo per le prossime regionali

0

Se Emiliano non va più dal Pd, il Pd andrà da Emiliano nelle prossime elezioni regionali? Anche se è ancora molto, molto presto per pensare al prossimo appuntamento elettorale (che si terrà nella primavera del 2020), per il centrosinistra pugliese è già tempo di iniziare a pensare alle coalizioni e agli equilibri di forze tra il Partito Democratico, le liste Civiche (a cominciare da quelle “personali” di Michele Emiliano) ed i partiti più piccoli che formano l’attuale maggioranza di governo regionale.

Una maggioranza che è stata a più riprese puntellata dal Governatore pugliese guardando a destra e a sinistra (gli ingressi di Stea e Borraccino nella Giunta ne sono esempi e prove) e che al momento è chiamata a trovare una quadratura del cerchio tutta nuova.

Sullo sfondo ci sono le elezioni regionali. Michele Emiliano ha più volte fatto capire a chiare lettere che il candidato sarà lui, per provare ad ottenere la conferma. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, e prima di tutto bisognerà convincere proprio il Pd a convergere sulla sua figura, per molti troppo ingombante e totalizzante per poter essere sostenuta con convinzione.

E non è un mistero che qualcuno, all’interno del Pd, abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando Emiliano ha fatto sapere che non avrebbe rinnovato la tessera (Carlo Calenda, e non solo) dopo aver a lungo provato ad incunearsi nella scalata verso la segreteria nazionale (non in quest’ultima fase congressuale del Pd, ma in quella precedente, opponendosi a Matteo Renzi).

E poi c’è un partito da ricostruire, o meglio, da provare a riportare in alto nei sondaggi e nell’appeal con l’elettorato, con dietro l’angolo un pubblico di elettori che nelle ultime tornate si è pericolosamente assottigliato, scendendo in Puglia dal 33,6% delle europee del 2014 al 13,67% alle ultime politiche del 2018.

Una emorragia di voti che soltanto in parte può essere giustificata con la presenza di liste civiche e con la differenza di tipologia elettorale. La verità è che il Pd ha perso consenso, voti ed elettori, e rischia davvero di trovarsi con un pugno di mosche e poco altro in mano se non corre immediatamente ai ripari.

E Marco Lacarra, segretario regionale del Pd, prova a mettere qualche paletto, tracciando possibili rotte di risalita. Ci saranno le primarie per individuare il candidato presidente regionale insieme ad una serie di contatti con le forze progressiste e democratiche per allargare la coalizione di centrosinistra.

E’ Lacarra a raccontare gli obiettivi da perseguire con la realizzazione del tavolo di coalizione, dopo l’incontro tenutosi nella sede del Partito democratico regionale. Obiettivi che seguono alla presa d’atto “della proposta del Pd di ricandidare Michele Emiliano alle elezioni regionali 2020 e di valutare l’allargamento del campo della coalizione che nel 2015 sostenne l’elezione dell’attuale presidente”.

Nemmeno poche settimane fa i Dem avevano annunciato l’appoggio ad Emiliano, escludendo dunque l’avvio di primarie per la scelta del futuro candidato governatore. Ma adesso è tempo di ripensare a quella posizione, probabilmente.

Altri nomi non se ne fanno, naturalmente. Non è tempo di bruciare candidature possibili, anche interne al Pd, da opporre ad Emiliano.

Marco Lacarra parla, infatti, anche di dover “porre le basi per la redazione di un programma condiviso per la Puglia per la legislatura 2020/2025” e, infine, formulare una proposta al Governo regionale di “programma di fine mandato su alcuni punti essenziali e qualificanti dell’azione amministrativa”, che probabilmente sta a significare che al momento ci sono cose che vengono mal digerite nel Pd dell’azione di Governo di Michele Emiliano. E bisogna riparlarne tutti insieme.

Sempre che adesso Emiliano stia ad ascoltare un partito che, ufficialmente, non è più il suo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.