Berlusconi, la cravatta, il profumo, gli insulti e i manichini

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“Siamo nelle mani di un governo di dilettanti, di incapaci, di persone anche umanamente lontane da quel grado minimo di cultura che dovrebbe esserci in chi prende decisioni in un Paese. Quando io mi affaccio alla televisione e guardo cosa sta succedendo alla Camera, mi vengono i brividi alla schiena. Tutta gente scollacciata, senza cravatta, con i jeans bucati, con delle facce incredibili. Stasera sono particolarmente giù di morale, una volta ho detto che potevano – se avessimo vinto noi – venire a pulire i cessi, ora sono dubbioso che lo possano saper fare.”

Silvio Berlusconi in questi giorni si sta aggrappando un po’ a tutto, e deve usare l’insulto, l’irriverenza spinta alla volgarità, è diventato lui stesso una brutta copia del focoso Beppe Grillo di un tempo che lui tanto ha vituperato.

Per far presa sull’archetipo dell’imprenditore, quello che ha consentito nel ’94 la nascita degli azzurri, usa il pragmatismo per offendere l’avversario, per ridicolizzarlo come incapace, come inadatti a poter svolgere nemmeno i ruoli impiegatizi più umili e di basso rango.

Sicuramente, lo pensano in tanti, c’è una vena dilettantistica nel Movimento 5 Stelle, non fosse altro che, appena usciti dal recinto parlamentare per salire al Governo, si sono fatti divorare come pallini di Pac-man da Salvini, che ha doppiato il suo consenso e sbriciolato quello alleato.

Eppure, i tempi del cerone berlusconiano non erano poi così brillanti. Questa classe dirigente è disintermediata, social, è più vicina alle persone, nel bene o nel male. Ho un ricordo personale delle kermesse di Forza Italia, ne ho frequentate tante ed in tutta Italia. Avevo sempre difficoltà all’ingresso, se non mi conosceva qualcuno mi bloccavano pensando fossi un contestatore.

Il motivo era semplice: “Giacca, cravatta, gel, profumo.” Io non ero un barbone, ma mi presentavo in felpa, barba incolta, insomma abbastanza casual. Un’espressione mi è sempre venuta in mente: “Si vestono come manichini dell’Auchan.”

È una questione di gusti, dipende dagli occhi con cui si guarda il mondo, dal filtro sociale o caratteriale con cui ci si presenta, è ovvio. Però da un 5stelle ci si aspetta un tale registro, ci sono nati dentro. Berlusconi sembra il leone stanco che non vuole mollare la guida del branco, ma il suo ruggito non fa più eco.

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