Un ampio dibattito quello di questo pomeriggio in Consiglio Regionale. In discussione il bilancio di previsione per il 2019.
Dopo l’illustrazione dei provvedimenti finanziari da parte del presidente della Commissione bilancio, Fabiano Amati, ha preso il via l’animato dibattito in Aula.
Il presidente del gruppo consiliare DIT-NcI Ignazio Zullo con il suo intervento ha dato inizio alla discussione generale sul Bilancio predisposto dal governo regionale per l’esercizio finanziario 2019. Per Zullo si tratta di un bilancio che non ha nulla di più nella continuità e nel “copia-incolla” di tutto quello che è stato fatto negli anni precedenti, sempre con gli stessi problemi, che evidentemente nascondono la capacità o, meglio, l’incapacità del Governo regionale di guardare a tutto tondo alla natura dei problemi, analizzandoli, capendone le soluzioni, pianificando e programmando le soluzioni stesse. Secondo Zullo si rincorre l’emergenza e ci si trova sempre di fronte agli stessi problemi come i Consorzi di bonifica, la sanità, il cui vero problema è quello delle assunzioni, gli assegni di cura, la riabilitazione dei disabili o delle persone che si operano e che devono riabilitarsi nel post acuto, la riduzione dei tetti di spesa delle strutture di riabilitazione post acuzie e delle strutture di riabilitazione per la disabilità fisica, psichica e neurosensoriale. Altra problematica denunciata da Zullo ha riguardato il trasporto pubblico locale, sul quale ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno al fine di riformare gli orari dei treni regionali e prevedere una fermata per i dipendenti e per gli stessi consiglieri che si devono recare alla nuova sede del Consiglio regionale. In ultimo il capogruppo Zullo ha detto che saranno costretti anche questa volta a votare no, perché è difficile creare l’alternanza di governo con questo modo di fare, destrutturando anche il tessuto politico, culturale e ideologico di questa Regione.
Ha fatto seguito l’intervento della consigliera del M5S Antonella Laricchia, la quale ha espresso amarezza rispetto a come sta reagendo questo Governo regionale di fronte ai suoi fallimenti, secondo cui la strategia che sta mettendo in campo, è evidente a tutti ed è ‘prendiamoci le colpe, prendiamoci i meriti delle azioni degli altri, come è successo ad esempio per le stabilizzazioni degli infermieri con la Madìa, oppure per la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo in cui la Regione ha semplicemente dato un assenso, e invece diamo le nostre colpe agli altri’ come, ad esempio, sta succedendo con la manfrina messa in campo e per giorni ripetuta rispetto all’accantonamento e allo stanziamento dei 50 milioni per il rinnovo del contratto nel comparto sanità non dirigenziale.
Secondo la portavoce dei 5S i fallimenti sono sotto gli occhi di tutti e si evidenziano ancora una volta nella lettura di questo bilancio, sul PSR e soprattutto sui bandi per il nuovo insediamento, fallimenti sulla sanità, nella gestione di Acquedotto, di ARIF, dei Consorzi, dei rifiuti. L’augurio dei 5S è che ci si possa liberare da questo fardello in Regione prima della scadenza naturale di questa legislatura nel 2020.
Per il consigliere di FI Domenico Damascelli per l’ennesima volta questa manovra finanziaria continua ad essere totalmente lacunosa in tutti i settori, nonostante sia evidente la situazione disastrosa in settori nevralgici della Regione, a cominciare naturalmente dalla questione relativa alla salute dei cittadini, quindi sanità e welfare. Ha fatto riferimento alle criticità che ci sono nella medicina ospedaliera e nella medicina territoriale. Così come nel welfare, in cui, secondo Damascelli, è assurdo e incredibile che in questa Regione si continua a non aver cura di chi ha bisogno di effettive cure. Ha rilevato che l’assegno di cura, che l’anno scorso aveva una dotazione finanziaria di 63 milioni di euro, quest’anno è ridotto quasi a un terzo, mettendo in grave difficoltà coloro che hanno effettivamente bisogno di questi fondi e creando disagio alle famiglie. Poi è passato al tema dell’economia regionale, delle imprese, il commercio, le industrie, le attività produttive, l’agricoltura che risulta non pervenuta nella manovra regionale. Ed infine ha evidenziato le criticità legate alla situazione del Piano di Sviluppo Rurale, esprimendo il forte desiderio affinchè che siano portati avanti i fondi per i nostri agricoltori.
Per il consigliere del M5S Cristian Casili la mancanza di visione e programmazione comporta un cattivo funzionamento di tutta la macchina amministrativa. Ha ricordato la proliferazione delle agenzie, non ultimo si proponeva una istituenda agenzia denominata ARXIA, a fronte del mancato funzionamento di agenzie storiche come ARPA, caratterizzata dal sottodimensionamento del personale e ARIF i cui lavoratori a tempo determinato chiedono risorse. Casili ha anche denunciato il mancato potenziamento della medicina territoriale e la chiusura dei punti di primo intervento, per avvivare poi alla questione del PSR, in cui si assiste, rispetto ad altre Regioni, ad un avanzamento della spesa che inizia a diventare molto preoccupante.
Casili ha concluso il suo intervento dicendo che questo è un bilancio che purtroppo non lo appassiona, in quanto si sta assistendo alla distribuzione di macchiette che si portano sui territori utili ai fini elettorali.
Il capogruppo di LeU/I Progressisti Ernesto Abaterusso è intervenuto a favore della manovra finanziaria, dando un giudizio positivo perchè è una manovra che non aumenta le tasse, non prevede tagli ai servizi essenziali, salvaguarda il diritto allo studio, e tutto ciò nonostante la mannaia dei 50 milioni che ha dovuto utilizzare dal bilancio ordinario per il rinnovo del contratto della sanità. Il suo gruppo ha dato un contributo importante su alcune questioni, con la presentazione di un emendamento che prevede l’apertura di un capitolo, con un fondo di 500.000 euro per la legge sui programmi d’area integrati. Un altro suo emendamento ha aperto un capitolo di 300.000 euro per i progetti integrati di paesaggio, che interviene nei Comuni delle aree interne del Capo di Leuca, del basso Salento, per i paesaggi degradati e compromessi dal fenomeno della Xylella, al fine di dare risposte ai piccoli proprietari che, sulla base degli attuali regolamenti e leggi nazionali e comunitarie non essendo aziende agricole non possono e non hanno diritto al benché minimo ristoro, né diritto a utilizzare i fondi per reinvestire nelle loro aziende disastrate. Abaterusso ha anche evidenziato l’importanza del contributo di 300 mila euro stanziato per fornire ai migranti presenti in Puglia ed espulsi dai centri di accoglienza straordinaria (CAS) gli strumenti e le competenze necessarie per l’inserimento nel territorio.
Pino Romano (Gruppo misto) è intervenuto sottolineando che su alcune materie importanti, tipo lo sviluppo economico, la sanità, l’agricoltura, sicuramente si sarebbe potuto fare di più, ma i vincoli c’erano, ci sono e ci saranno, anche per coloro che governeranno questa regione successivamente. In particolare, per quale che riguarda la sanità, gli emendamenti presentati vanno vagliati rispetto all’esigenza improcastinabile di uscire dal Piano operativo, che consentirà il ritorno dei fondi bloccati dal Governo. In questa maniera sarà possibile procedere anche alle assunzioni indispensabili per l’attivazione concreta dalla Medicina territoriale.
Nino Marmo (FI) esprime un giudizio negativo sulla manovra, anzi sulla non manovra di bilancio frutto anche delle spaccature interne alla maggioranza, che si sono manifestate più volte in aula con lo scioglimento delle sedute conseguente al venire meno del numero legale. La Corte dei Conti in merito all’andamento del bilancio 2018 ha sollecitato la Regione a mettere in atto negli ultimi tre mesi impegni di spesa per oltre 700 milioni. Una somma preziosa in un’economia che langue nel contesto di una regione che registra, tra l’altro, la diminuzione della popolazione giovanile (il 18,9 % nel primo trimestre 2017 e oggi 15,7%).
Per Liviano D’Arcangelo (Gruppo misto) manca il coinvolgimento in una costruzione collettiva, corale di un “noi” condiviso su un progetto di comunità. L’assenza del Presidente Emiliano oggi non può passare inosservata. La non sensibilità verso l’ascolto, le aspettative e il dialogo in un momento centrale della vita di un’Amministrazione, quale è quella del bilancio, racconta un’indifferenza verso il Consiglio stesso e racconta, invece, una ricerca permanente di consensi a cui il Presidente, in verità, ci ha abituato mettendo insieme tutto e il contrario di tutto.
Enzo Colonna (Noi a Sinistra per la Puglia) sottolinea come nelle norme tracciatesi si è tentato di rivendicare il ruolo e la capacità creativa della politica, smentendo la retorica delle mance e delle mancette, che inevitabilmente verrà fuori durante il dibattito.
L’esigenza da contemperare è quella di coinvolgere il Consiglio regionale pienamente nell’aggiornamento del quadro della programmazione e discutere assieme delle risorse liberate dalla vecchia programmazione 2007-2013.
E’ positivo invece il commento di Francesco Paolo Campo (PD). Questa legge di bilancio consegna alla Puglia un buon lavoro. Una legge di bilancio in una fase storica molto complicata. Complicata perché non sfugge a nessuno il contesto europeo all’interno del quale ci si muove, i rigori a cui la medesima Europa ci richiama, l’impossibilità, addirittura, di mobilitare risorse di una Regione come la Puglia, che rientra tra quelle virtuose come certificato dagli organismi a ciò preposti. Vi sono risorse disponibili, che però i vincoli che discendono dalla adesione alle istituzioni comunitarie impediscono di mobilitare. Ci si trova in un ambito ristretto all’interno del quale occore fare il nostro lavoro, né più, né meno. A differenza di molte altre realtà, di alcune molto significative realtà meridionali, la Puglia non ha buchi di bilancio, non ha debiti, e anzi, situazioni che rivenivano dal passato e che hanno ingessato, limitato anche la capacità, la possibilità di spesa di questa Regione sono state progressivamente recuperate. Occorre fare i conti, come è inevitabile che sia, con un quadro della finanza pubblica nazionale che definire schizofrenico in questa fase è addirittura riduttivo.











