Aquaman, un film dai grandi effetti speciali che non convince in pieno

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Diretto da James Wan ed interpretato da Jason Momoa, Aquaman, è l’ennesimo tentativo DC Comics, dopo i vari “L’uomo d’acciaio”, “Batman Vs Superman“, “WonderWoman” e “Justice League” di contrastare lo strapotere del Marvel Comic Universe (MCU) nei cinecomics.

Purtroppo Aquaman non è di certo un personaggio semplice, il pubblico non appassionato ne ha un’idea approssimativa data da informazioni frammentarie e sporadiche che di certo non aiutano.

Il personaggio venne ideato nel 1941 esordendo sulla testata antologica More Fun Comics dove venne pubblicato fino al 1946 realizzato da sceneggiatori come Manly Wade Wellmann e Otto Binder e da disegnatori come Louis Cazeneuve e John Daly, passando poi sulla testata Adventure Comics dove venne pubblicato fino al 1961.

Lo sceneggiatore decide di ambientare il film nella “Silver Age” del nostro eroe, che nato dall’unione del papà guardiano di un faro e da una donna ribelle fuggita da Atlantide, Atlanna (Nicole Kidman) dalla quale ha ereditato i propri poteri, Arthur (Jason Momoa), è dotato di poteri e forza straordinari, soprattutto a contatto con il suo elemento, l’acqua a cui è legato. Appreso dal suo Mentore Vulko (Willem Dafoe) della pena capitale inflitta dal popolo sommerso alla madre per aver dato alla luce un bastardo, non vorrebbe accettare di sedere sul trono di Atlantide per diritto di nascita, trono usurpato dal fratellastro Orm (Patrick Wilson).

Metà umano, metà atlantideo, l’Arthur Curry del DC Comics Universe (DCU), tra battute ignoranti e sarcastiche (che strappano a chiunque il sorriso) ed azione deve vivere una imponente avventura che lo porta in giro per il mondo, apparendo credibile ed apprezzabile solo in alcune sequenze all’asciutto, che si dimostrano essere quelle più apprezzabili, come quella iniziale nel sommergibile o quella in una stereotipata versione della Sicilia, le cui scene girate prevalentemente ad Erice sono state fagocitate quasi per intero dal CGI.

Tuttavia rimane apprezzabile la cura con cui gli sviluppatori hanno cercato di dare forma ad Atlantide, effetti speciali splendidi che la fanno da padrone, in un film, che tenta di portare alla ribalta, uno dei figli meno amati del DCU, restando leggero e poco impegnativo, forse troppo.

James Wan, non si è affatto impegnato, nella direzione del film, sperando che il carisma dei protagonisti, Momoa in testa, e la Computer Grafica sopperissero alla sceneggiatura “allegra”.

E Voi? Andrete a vederlo?

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