Lecce, Carlo Salvemini si dimette da sindaco

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Le opposizioni anticipano il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, annunciando le firme dal notaio necessarie per cadere l’Amministrazione Comunale, ed il sindaco risponde con le sue dimissioni.

E’ stata una giornata convulsa per la politica del capoluogo salentino, con il primo cittadino che questo pomeriggio ha indetto una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della sua decisione, con la consapevolezza di non avere più i numeri per continuare la sua esperienza di Primo Cittadino, considerando che ormai i 14 consiglieri del centrodestra più i tre di Prima Lecce si sono dimessi, mettendo la parola fine a questa legislatura.

Dopo un anno e mezzo di guida a capo di una coalizione divisa ed eterogenea di centrosinistra, con un consiglio comunale che ha dovuto anche subire i “tagli” dei consiglieri di maggioranza dal Tar e dal Consiglio di Stato dopo una lunga serie di ricorsi potrebbe essere dunque arrivata al capolinea la corsa di Salvemini.

Nello scorso mese di marzo, infatti, per poter continuare ad avere una maggioranza dopo i 6 consiglieri comunali riassegnati dalla magistratura alle opposizioni, il sindaco Salvemini aveva dovuto sottoscrivere un patto con re fuoriusciti del centrodestra Antonio Finamore, Laura Calò e Paola Gigante. Che però adesso sono tornati nella propria area politica, a maggior ragione dopo le rassicurazioni avute dai partiti che per le prossime elezioni amministrative ci saranno primarie e candidati scelti dalla base e non imposti.

Intanto oggi, alle ore 15, nella Segreteria Generale del Comune di Lecce sono state consegnate le dimissioni di Carlo Salvemini.

Le dimissioni sono state registrate poco dopo la fine del consiglio comunale che ha approvato la manovra sul piano di riequilibrio economico di Palazzo Carafa. Il primo cittadino, dunque, ha anticipato le mosse dei membri dell’opposizione, che dovrebbero comunque recarsi in queste ore dal notaio per formalizzare le proprie dimissioni e mandare a casa l’amministrazione.

Adesso la legge prevede 20 giorni di tempo per l’eventuale ripensamento del Sindaco, altrimenti si aprirebbe una fase di commissariamento con le elezioni amministrative, a questo punto, che dovrebbero essere accorpate con la tornata elettorale della prossima primavera, il prossimo 26 maggio.

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