Il laboratorio di creatività dell’Università degli Studi di Bari, BaLab, sarà dedicato a Guglielmo Minervini. L’Ateneo barese ha deciso di riconoscere così il ruolo cruciale del politico molfettese nella vita dei giovani e degli innovatori della Puglia.
Un primo passo, questo, che mette in connessione l’Università e la Fondazione Guglielmo Minervini allo scopo di far emergere i risultati dei giovani e, soprattutto, per interpretare il Futuro, proprio partendo dalle visioni delle politiche del compianto Assessore regionale.
Venerdì 18 e sabato 19 gennaio 2019 al Centro Polifunzionale Studenti – ex Palazzo delle Poste, sede di BaLab, si svolgerà “Con le mani nel futuro”, primo appuntamento frutto di questa collaborazione.
Venerdì alle 17,00 la cerimonia di intitolazione del laboratorio BaLab a Guglielmo Minervini e conferenza stampa con Maria Turtur, Fondazione Guglielmo Minervini, Gianluigi de Gennaro, Presidente Centro di Eccellenza per l’Innovazione e la Creatività dell’Università degli Studi Aldo Moro, e Antonio Felice Uricchio, Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Dedicare la sala del BaLab dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari a Guglielmo Minervini è il momento clou di un percorso che riconosce il BaLab come epicentro dell’innovazione, in cui “contaminare sogni, condividere idee e immaginare traiettorie di futuro; un atto concreto di memoria e “generatività”, che riconosce valori formativi e didattici alla politica, quando semina la “cultura del noi” e delle comunità.
L’intitolazione e la conferenza stampa è una pagina che si scrive grazie alle storie dei giovani pugliesi che sono stati germogli di quella semina.
Il 19 gennaio alle ore 10:00 l’omaggio musicale di Nabil Salameh dei Radiodervish apre la seconda giornata dell’evento con dieci testimonianze concrete di imprenditorialità giovanile, di rigenerazione urbana ed innovazione sociale in Puglia.
A seguire, alle ore 11:30, ci sarà un dialogo a più voci, moderato da Nicola Intini, su un tema pienamente in linea con l’azione politica e con l’eredità culturale di Guglielmo Minervini, l’idea che lo sviluppo tecnologico non possa e non debba pregiudicare la centralità dell’Uomo nel mondo. Valori che la tradizione classica e cristiana hanno consegnato alle nostre terre, finestra dell’Occidente.
Prenderanno la parola personalità afferenti a diversi ambiti professionali, per instaurare uno stimolante contraddittorio e facilitare una lettura non superficiale del nostro tempo. Notevoli gli apporti: l’esperienza nei processi di sviluppo d’impresa di Federico Butera (professore emerito dell’Università degli Studi di Milano Bicocca in Scienze dell’Organizzazione e presidente dell’Istituto di Ricerca e Intervento sui Sistemi Organizzativi); lo sguardo acuto e la riflessione sui rapporti tra politica e verità di Gianrico Carofiglio (ex sostituto procuratore della D.D.A. di Bari, già Senatore della Repubblica, scrittore); la lucida visione di insieme di Stefano Franchi (Direttore Generale di Federmeccanica) sulle relazioni tra Impresa, Lavoro e Società; la competenza economica e l’attenzione alle problematiche dell’innovazione tecnologica di Edoardo Segantini (giornalista, commentatore del Corriere della Sera e Già direttore del supplemento Corriere Economia).











