“Il pericolo del ‘no deal’ non è mai stato così forte”, queste le parole del capo negoziatore UE Michel Barnier dopo la bocciatura da parte della Camera dei Comuni inglese, con 432 no e 202 si, rispetto all’accordo che la Premier Theresa May aveva raggiunto in Novembre con Strasburgo, ed ora Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al Governo Tory.
A dieci settimane dal 29 Marzo 2019 che dovrebbe sancire il divorzio ufficiale tra Regno Unito ed Unione Europea, è difficile immaginare un nuovo tavolo dei negoziati, a meno che non ci siano piccole modifiche lampo. Tuttavia è lo stesso Presidente dell’europarlamento, il deputato di Forza Italia Antonio Tajani a chiudere le discussioni: “Non credo che ci sia molto da cambiare. Al Regno Unito era stato concesso tutto ciò che chiedeva quando era parte integrante dell’Unione europea. È stato concesso tutto ciò che potevamo concedere senza ledere gli interessi dei cittadini europei: non credo che si possa aggiungere altro. Per il Parlamento europeo la priorità è la tutela dei diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito in caso di una ‘hard Brexit’, ovvero l’uscita del Paese dall’Ue senza un accordo con Bruxelles.”
Nessuno pare volere chiedere proroghe, non foss’altro che le elezioni Europee sono imminenti e questo tavolo che scotta va archiviato prima. È l’ex leader dell’Ukip nonché faro indiscusso del Referendum sull’uscita dall’Unione Nigel Farage ad infiammare gli animi:
“Se dovessimo votare per un secondo referendum sulla Brexit potreste avere una grossa sorpresa, certo i britannici possono essere molto rilassati, molto cool, ma se vi spingete troppo oltre il leone ruggirà e se ci sarà un secondo referendum noi vinceremo con una maggioranza ancora più forte”.











