La corsa per la segreteria nazionale del Pd vede soprattutto due candidati, Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, ai quali si dovrebbe aggiungere almeno un altro candidato. In corsa, tra gli altri, il romano Roberto Giachetti ed il pugliese Francesco Boccia.
A Foggia ieri mattina è arrivato Roberto Giachetti, sostenuto dal dirigente renziano Lorenzo Frattarolo per presentare la sua mozione “SempreAvanti”.
“Rivendichiamo – ha detto Giachetti parlando con i giornalisti foggiani – il lavoro che abbiamo fatto, in particolare il tratto riformista dei Governi Gentiloni e Renzi. Le altre candidature, a diverso modo, lo rinnegano e addirittura vogliono cancellarlo. In secondo luogo, il rapporto con il M5S e con la Lega: noi siamo contrari a qualunque tipo di accordo con i movimenti populisti, mentre gli altri candidati hanno lavorato per realizzarli questi accordi. Il terzo tratto distintivo riguarda il partito: la norma che prevede la coincidenza del segretario col candidato Presidente del Consiglio riteniamo non possa essere cancellata perché si cancellerebbe il progetto politico del Partito Democratico”.
LE PAROLE DI BOCCIA
Ma contro Giachetti si caglia il candidato pugliese alla segreteria del Partito Democratico, Francesco Boccia, con dure parole di accusa.
“Il disegno di Giachetti – ha detto Boccia – sostenuto al congresso dal senatore Renzi e dall’onorevole Boschi, è chiaro: continuare ad allargare il fossato tra il PD e gli italiani in difficoltà, tra il PD e le periferie, tra il PD e la società che chiede di coniugare diritti e innovazione. Criticano la maggioranza di governo dicendo che predicano la rabbia e poi predicano la stessa rabbia al contrario. Direi anche basta. Io passo le giornate a parlare di futuro, loro tre parlano solo e sempre di passato. Il PD è nato per includere, per allargare, per ascoltare e soprattutto per aiutare chi rimane indietro”.
“Quella di Giachetti – sottolinea Boccia – è la candidatura di chi dice che gli elettori non hanno capito nulla e chi ha votato Lega o M5S si pentiranno. Gli italiani sono stanchi di questa saccenza e arroganza. Noi andiamo avanti, raccontando un’altra idea di società; spiegando strada per strada perché sogniamo una scuola a tempo pieno da sud a nord. Stiamo chiedendo a chi ha bisogno di un moderno Stato sociale che il PD lavorerà per dare certezze ai giovani travolti dal lavoro precario e dal cottimo digitale e vogliamo proteggere gli anziani in un Paese sempre più povero. Io giro l’Italia, dicendo che il PD si allargherà a tutti coloro che vorranno entrare. Loro non hanno nemmeno il coraggio di dire che resteranno nel PD e lavorano per uscire con i comitati civici. Noi vogliamo tornare a un grande Partito Democratico di massa in grado di rappresentare tutto il centrosinistra”.











