Trivellazioni, il ministro Costa è contrario. “Se mi sfiduciano torno nei Carabinieri”

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Il ministro all’Ambiente Sergio Costa ha espresso un deciso no “politico” sulle trivellazioni in mare. Qualsiasi autorizzazione passi dalla Commissione Via-Vas non riceverà il consenso e l’autorizzazione da Via Cristoforo Colombo. Il ministro lo ha fatto sapere sia tramite social con un post su Facebook sia nel corso di un evento pubblico a Pescara a sostegno di Sara Marcozzi, candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il M5s alle elezioni del 10 febbraio prossimo.

 

Il viceministro Garavaglia (Lega): “Evitiamo la chiusura di siti produttivi”

La posizione di Costa non è condivisa dalla Lega e lo fa capire il viceministro dell’Economia Massimo Garvaglia. “Lo stallo – ha detto Garavaglia – va risolto politicamente: deciderà il Parlamento. Noi l’attenzione che poniamo è a trovare una posizione equilibrata che eviti la chiusura di siti produttivi e quindi conseguentemente la perdita di posti di lavoro. L’importante è non fare danni”.

Costa: “Se mi sfiduciano torno a fare il generale dei Carabinieri”

Costa sa che la sua posizione sulle trivellazioni petrolifere non è condivisa e che le tensioni con la Lega stanno mettendo a rischio anche il “decreto semplificazioni” e infatti a Pescara si è mostrato fermo sulla sua posizione: “Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza”.

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